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17 ottobre

Una settimana dalle primarie

di Elio Talarico, Portavoce PD Lissone

Tutto è pronto. Finalmente si vota.
Possa il Partito Democratico ritrovarsi intorno al suo nuovo segretario per rilanciare urgentemente il progetto politico di un grande partito riformista. Ne hanno bisogno i circoli, ne ha bisogno il Paese.
Per ridare fiducia e slancio al progetto serve il voto di tanti, serve che in tanti vadano a votare il 25 ottobre e lo facciano con la consapevolezza di vivere sì in un territorio ostile al centrosinistra, ma rivendicando con orgoglio la tenacia e la passione di tanti militanti e amministratori che quotidianamente si spendono per rafforzare il partito, per elaborare proposte concrete di governo, per contrastare provvedimenti scellerati che sempre più stanno mortificando il nostro territorio e le nostre istituzioni democratiche, contro una destra arrogante e approssimativa, che "vive alla giornata" pur amministrando ormai da molti anni, incapace di gestire e di immaginare un futuro sostenibile per i nostri figli e per le generazioni future. Una destra che ha consenso a mazzi e che sa parlare agli elettori. Noi invece dobbiamo recuperarla, quella capacità di comunicare alla gente e di essere credibili. In quasi due anni in cui ho ricoperto la carica di portavoce del Circolo di Lissone, ho avuto modo di conoscere nel partito persone straordinarie per cultura, capacità e intelligenza politica. Eppure abbiamo visto, nelle ultime elezioni, che anche in amministrazioni dove il Pd era al governo, e faceva bene, è stato spazzato via dall'onda lunga delle destre che, cavalcando e insinuando paure, alle quali noi dobbiamo dare risposte, è riuscita a strappare consensi e oggi amministra quasi ovunque in Brianza.
Qui l'impegno dovrà essere grande e creativo, dobbiamo pensare un modo nuovo di essere partito sul territorio. Basta autoreferenzialità, non è possibile che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli. Forme di comunicazione, come serate, incontri pubblici, banchetti, hanno bisogno di essere ripensate. L'organizzazione deve essere efficiente ed efficace, servono nuove forme aggregative e di "contaminazione" con nuovi soggetti sociali.
Noi dobbiamo essere l'anticasta! Anche se oggi è il centrosinistra ad essere percepito come l'apparato, come chi vuole conservare se stesso.
E' difficile anche per me chiedervi di darci fiducia, di dare un'ulteriore "apertura di credito" a questo centrosinistra che non ha saputo intraprendere la strada decisa del rinnovamento e arrivare fino in fondo, che ha bisogno di scelte politiche chiare, di uscire dal tunnel dell'antiberlusconismo e avere una visione, un sogno in cui credere. Abbiamo il dovere di dare una forma compiuta al progetto del Partito Democratico, ma non possiamo più sbagliare. L'offerta, mai come oggi è variegata: tre mozioni per tre candidati segretari.
Questo è un invito al voto. E che vinca il Pd.