14 dicembre
Democrazia?
Le vicende amministrative che si susseguono nella nostra città e che trovano spazio sui media locali rischiano di creare una sorta di assuefazione da parte dei cittadini a comportamenti istituzionali riprorevoli a cominciare dal primo cittadino in giù, e legittimare, quindi, un uso distorto delle istituzioni democratiche. Il rischio è che in queste condizioni passa dalla parte del torto chi legittimamente chiede chiarezza e trasparenza, come le opposizioni.
Come commentare queste risposte dei nostri amministratori: "Noi faremo Piazza Craxi, quando governerete voi farete le vie e le piazze che vorrete" oppure come nel recente caso del comandante dei vigili: "Non mi interessano i requisiti. Quando governerete voi, vi prenderete il comandante che vorrete voi" e ancora sul Regolamento del Consiglio comunale, che se lo sono votato senza condividerlo con le minoranze, salvo poi tornare sui propri passi in "Zona Cesarini".
A noi sembra che l'esercizio della democrazia e del potere anche nella politica quotidiana di paese richieda un alto senso delle istituzioni e del valore di regole condivise che purtroppo ora non c'è. Un atteggiamento miope che non tiene conto che in democrazia l'alternanza è fisiologica e che le istituzioni non sono nè di destra nè di sinistra, sono di tutti.
E allora non ci si può inalberare se chi dall'opposizione chiede
con quali criteri sia stato scelto il nuovo comandante dei vigili, ad esempio. E' legittimo ed è legittima una risposta chiarificatrice ed esaustiva che però non arriva.
Anche sulla questione Terenghi, il dirigente del Comune al centro di un'inchiesta della Procura di Monza, l'atteggiamento di questa maggioranza è ridicolo e patetico. Se ne parla dovunque, ma in Consiglio comunale la parola "Terenghi" è offlimits adducendo pretestuose argomentazioni di riservatezza e tutela della privacy, quando farebbe bene a tutti parlarne con chiarezza anche alla stessa Giunta. Ma quando autorevoli esponenti di questo centrodestra bollano come "parrucconi" i nostri magistrati, allora capite con chi si ha a che fare.