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30 dicembre

Via a Craxi? No grazie, parola di Matteo Salvini

Mentre monta la polemica a Milano sulla proposta del Sindaco Moratti di intitolare una Via a Craxi, a Lissone vantiamo il triste primato di averla già deliberata, il 23 luglio scorso. Il nostro Sindaco leghista Ambrogio Fossati addirittura gli ha voluto intitolare una piazza, Piazza Craxi. A quanto pare, Ambrogio Fossati la pensa diversamente dal capogruppo milanese della Lega Matteo Salvini.
Due Leghe due misure, quindi. Quale sarà quella vera? Per una volta siamo d'accordo con Salvini quando dice: «Milano ha almeno cento nomi di personaggi illustri che non sono passati per San Vittore o nei dintorni, che hanno veramente dato lustro alla città e che meritano venga loro dedicata una via, una piazza o un giardino».
Anche noi avevamo detto la stessa cosa al nostro Sindaco quando, insieme agli amici delle Liste civiche, raccogliemmo le firme per la petizione popolare per dire no grazie a Piazza Craxi, preferendo Piazza Pertini.

E' inevitabile che con l'avvicinarsi del decimo anniversario della scomparsa di Bettino Craxi si alimentino le polemiche sulla sua riabilitazione, dice il coordinatore del Pd Elio Talarico. Noi la pensiamo come allora, quando decidemmo insieme agli amici del Listone di raccogliere le firme per scongiurare che questa Amministrazione intitolasse una Piazza a Craxi, un atto che, seppur simbolico, trasmette una visione distorta della realtà.
Non neghiamo che Craxi sia stato uno statista anche importante, ma non possiamo dimenticare che Craxi è stato condannato per ben due volte per corruzione e finanziamento illecito e che ha preferito sottrarsi alla giustizia italiana andandosene dall'Italia.
Lo disse anche il nostro Capogruppo Renzo Perego in un accorato intervento in Consiglio comunale: "è come se una persona si possa dividere in due, per prendere la
parte buona e far finta che quella cattiva non esista".
La cosa più grave, in tutta questa faccenda, è che intitolare vie, piazze, parchi a personaggi o luoghi della nostra storia richiede ampia condivisione perchè le città non sono di proprietà di uno schieramento politico o dell'altro, sono della collettività. Chi non lo fa dimostra miopia, arroganza politica e scarso senso delle regole democratiche. A Lissone il limite l'abbiamo superato da tempo.