4 agosto
Chiude il Centro stampa comunale
Con la delibera n. 209 del 14 luglio scorso dal titolo riduzione "costi di funzionamento struttura organizzativa" viene, in realtà, chiuso il Centro stampa comunale e con esso i servizi erogati.
Una misura volta alla riduzione della spesa corrente, dicono. Premettiamo che i costi di funzionamento del centro stampa non li conosciamo, ma li vorremmo conoscere, e riteniamo legittimo che un'amministrazione possa in base ad un'analisi dei costi/benefici implementare o ridurre un servizio, altrimenti che ci sta a fare un'amministrazione? Tuttavia rileviamo che il Centro stampa comunale ricopriva anche una funzione di carattere sociale: verso le scuola pubblica, ad esempio, per la stampa delle pagelle e degli elaborati dei ragazzi e altro ancora e poi verso le associazioni che utilizzavano i servizi del Centro stampa per promuovere le loro iniziative.
La politica, l'amministrazione della cosa pubblica producono quintali di carta stampata e quindi una spesa che deve essere razionalizzata per evitare inutili sprechi e favorire l'utilizzo di nuove tecnologie, meno costose e più sostenibili per l'ambiente. Ma occorre garantire quei servizi di carattere sociale che il Centro stampa ha sempre erogato.
Nella delibera c'è questo passaggio: assegnazione ai Settori Organizzativi dell’Ente, che abbiano dichiarato le proprie esigenze nei modi e nei tempi richiesti, una dotazione economica da utilizzare per forniture esterne, quantificata in funzione delle necessità istituzionali da definirsi in uno specifico atto di programmazione della Giunta Comunale.
In questo convulso passaggio c'è, forse, la possibilità che alcuni servizi, di carattere sociale, permangano.
Ce lo auspichiamo e ci auspichiamo una dichiarazione pubblica che faccia chiarezza da parte dell'Assessore della partita.
Tutti conosciamo la povertà in cui vessa la scuola pubblica italiana e, quindi, anche quella lissonese. Noi, probabilmente, non avremmo chiuso il Centro stampa, l'avremmo ridimensionato e razionalizzato attraverso l'intervento di addetti di cooperative sociali esterne, ad esempio, implementando il ruolo sociale che ricopriva, controllando, in modo severo, eventuali abusi del servizio. Siamo consapevoli che l'impegno di un'amministrazione nella razionalizzazione di un servizio come questo, sia meno d'immagine che fare il wi-fi davanti alla Biblioteca e sia meno renumerativo dal punto di vista elettorale, ma i servizi alla città vanno visti a 360 gradi, con spirito di servizio e schivi dalla facile propaganda.