29 agosto 2016: un grande giorno per Lissone

Sep 05 2016
(0) Comments

L’11 maggio 2016, può essere ritenuto, senza retorica, un gran giorno per il nostro Paese e per la nostra Democrazia.

Un momento storico che  segna il passo sul tema dei diritti in Italia.

Le Unioni Civili sono diventate Legge.

E’ stata approvata al Parlamento la legge 76 che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e  disciplina le convivenze di fatto.

La suddetta legge istituisce l’unione civile tra persone dello stesso sesso quale” specifica formazione sociale” ai sensi degli articoli 2 e 3 della  Costituzione.

La legge 76 prende anche il nome di  “legge Cirinnà” dalla senatrice Monica Cirinnà , prima firmataria della proposta di legge.

Monica Cirinnà  del  Partito Democratico,  senatrice della Repubblica , ha tanto  voluto, lottato per il raggiungimento di questo obiettivo.

Da molti parlamentari sostenuta, appoggiata, da altri provocata, costretta a compiere  scelte, a confrontarsi, a decidere, a rinunciare.

Un percorso parlamentare complesso, lungo il quale si sono dovute lasciare anche parti  ritenute importanti nella proposta di legge.

Polemiche per chi voleva di più, per chi voleva di meno.

Sicuramente il dibattito ha contribuito a lacerare, sostituire, modificare, completare la proposta  iniziale.

Ma non per questo, anzi proprio per l’approfondimento dei temi, si è raggiunto lo scopo di rendere dignitose, serene, finalmente accettate storie di persone qualunque che vivevano in una “clandestinità” affettiva,  e che spesso non avevano la possibilità di pretendere quello che “di diritto” avrebbero dovuto ottenere tempo fa.

Sono state troncate tante  precedenti  storie di paura, discriminazione, omofobia.

Si passa dal diritto di famiglia ai diritti delle famiglie.

Ci sono voluti 30 anni per approvare una legge sulle unioni civili e per troppo tempo si sono ignorate le richieste dei diritti e di dignità che veniva dalle coppie dello stesso sesso, non legittimando l’esistenza di tanti cittadini e delle loro scelte di vita.

In questi 30 anni ci sono state 46 proposte di legge  presentate in parlamento su questo tema.ma nessuna è arrivata in aula.

Si è passati attraverso un’infinità di diciture per modificare la stessa cosa: famiglia di fatto, coppia di fatto, PACS, DICO, DIDORE”

Acronimi diversi,  ma i diritti fuori dal Matrimonio non sono stati mai  riconosciuti e ratificati.

Se un nuovo diritto si afferma, specie dopo il percorso sofferto e tortuoso, è la cultura civile dell’intera Nazione che fa un passo avanti.

Ci penserà l’evoluzione dei tempi a correggere le imperfezioni o, se si vuole, i limiti della nuova legge.

Ora possiamo solo acclamare una “novità giuridica”.

Penso che ci dovremmo riabituare a non vedere più l’eccezionalità del fatto ma riconoscere una normalità in cambiamenti che fanno emergere il senso di responsabilità, di impegno in diritti e doveri,  l’uguaglianza delle persone nel rispetto e dignità.

A Lissone nel circolo del PD, si è sempre avuto sensibilità  e attenzione per “integrazione-parità-diritti”.

Si sono affrontati temi come: jus soli,  testamento biologico, registro delle coppie di fatto.

Il confronto è stato improntato sulla schiettezza, apertura, confronto, dibattito.

Emergono, su temi sensibili , le proprie esperienze, la formazione politica, culturale, sociale, familiare, religiosa che possono frenare o essere uno stimolo per il  superamento a volte di pregiudizi e comunque affrontare i problemi nel rispetto reciproco e nella ricerca di uguaglianza per ogni individuo.

E’ stata approvata in consiglio comunale una mozione che dava “riconoscimento delle unioni civili attraverso l’istituzione di un registro comunale”.

L’attestato  della registrazione dell’iscrizione al registro avrebbe portato solo i riconoscimenti dei diritti e benefici previsti  da Atti e Disposizioni comunali.

Un primo passo limitato che oggi  si è ampliato con l’attuale legge.

Il giorno 29 agosto  è stata registrata la prima “specifica formazione sociale” nel territorio della provincia di Monza e Brianza.

Ha ufficiato la cerimonia il nostro sindaco Concetta Monguzzi.

Leggendo lo scritto del sindaco sulla pagina  del Comune, non si può che provare orgoglio e fierezza.

Di esserci stati, di essere al suo fianco.

Nel suo intervento ha  saputo riportare le difficoltà nella preparazione di questa legge, ridandole in cambio dignità, evocando i valori e il senso di responsabilità che assumono due persone nel compiere questo gesto. Ha evidenziato il dovere per un Sindaco nel rendere esecutiva la legge , ma ha saputo mostrare il piacere nel poterla attuare.

La nascita di una famiglia, l’assunzione di diritti e doveri,  il coraggio di entrare in una comunità, di far parte di uno stato, di dichiarare la voglia di vivere insieme, assumono una valenza sociale uguale se stipulati da coppie etero o omosessuali.

Così ci insegna la storia civile, così ci insegna la Costituzione, così ci insegna la dignità di essere uomini.

Così si è svolta la cerimonia nel nostro Comune.

Il 29 agosto, può essere ritenuto, senza retorica un gran giorno per la nostra Città e per la Democrazia.

di Mariella Muschiato – PD Lissone –

 

 

 

Comments

comments

Leave us a comment