Alcune considerazioni estive

Jul 22 2014
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E’ tempo di vacanze tempo di distrazioni e di riposi meritati; ma se guardiamo alla realtà che ci circonda non vi è alcuna pace, serenità nè alcun riposo. Il medio oriente è scosso ancora una volta da una spirale rinnovata di odio e di orrore che sembra non avere fine frutto della cecità e dell’asservimento alla violenza.
Pavese scrisse: “Ogni guerra è una guerra civile”. La guerra che produce vittime innocenti, bambini, giovani, donne e anziani spesso utilizzati come scudi umani da terroristi senza anima.
L’odio genera odio, la violenza chiama violenza in una catena infinita e la morte genera morte.


Il pensiero vola anche in Ucraina dove un altro conflitto ha coinvolto cittadini di molti paesi europei colpevoli solo di trovarsi su un aereo di linea in volo sopra uno spazio aereo che doveva essere chiuso da mesi; un momento di lutto anche per la scienza visto che su quel volo della Malaysia airlines tra i 298 passeggeri deceduti dopo l’impatto con un missile, si trovavano ricercatori diretti a Melbourne al congresso mondiale sull’Aids e HIV.
The time is now , il tempo è ora, il tempo per vivere e non per vedere i sogni finire, per vedere i nostri figli crescere e diventare adulti consapevoli che la violenza porta solo al nulla e non deve avere futuro.
Se guardiamo le cose da un punto di vista esistenziale, vediamo che la nostra vita è popolata di vittime e carnefici che pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili una domanda essenziale: Chi deve perdonare?
E’ possibile perdonare coloro che ci hanno fatto del male? Una riflessione che abbraccia ragione, politica, religione, filosofiaalla ricerca di una risposta sufficientemente esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, o sono state vittime di crudeltà perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità.
Un limbo esistenziale dove il confine tra bene e male non è perfettamente tracciato, ma è solo una sottile linea destinata a far sì che i ruoli si possano invertire, che le vittime possano diventare carnefici e i carnefici vittime.

Roberto Dominici coordinamento PD

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