Appello contro l’azzardo

Apr 17 2015
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Riceviamo e pubblichiamo volentieri.

APPELLO CONTRO L’AZZARDO
sottoscritto il 1 aprile dai responsabile delle associazioni che si prendono cura dei giocatori malati di azzardo
L’azzardo è un’industria e un business che invece di creare valore lo brucia, lo consuma desertificando legami sociali e dissipando il risparmio.

Provoca un enorme problema per un numero crescente di italiani tra i quali continua a mietere vittime.
Anche quello legale, offerto dallo Stato, va perciò chiamato con il suo nome che non è “gioco” e non è “abilità”. L’azzardo è azzardo, genera crescente povertà, sofferenza.
Ed è, in modo sempre più manifesto, una questione di salute pubblica, di legalità e di malessere familiare e sociale. Lo ha confermato la sentenza 56/2015 della Corte costituzionale. Lo possiamo testimoniare noi, che siamo a contatto tutti giorni con le persone affette da Gap (disturbo da gioco d’azzardo) e con le famiglie a cui appartengono, con i tanti che dall’azzardo sono indotti all’usura. Lo sanno gli amministratori locali, nei Comuni e nelle Regioni, che sempre più in questi anni hanno deciso di intervenire per regolare e limitare il fenomeno perché seriamente preoccupati per l’impatto sulla vita.

Carissime, carissimi,

inviamo l’appello contro l’azzardo sottoscritto dai responsabili di diverse associazioni che, lavorando con le persone cadute nella dipendenza dell’azzardo, ne conoscono tutte le conseguenze più dannose.

In vista di  imminenti azioni normative, i sottoscrittori dell’appello ritengono indispensabile richiamare almeno quattro interventi chiave:

  1. Divieto totale di pubblicità dell’azzardo
  2. Allo Stato spetta  il compito di dettare regole e limiti inderogabili all’azzardo. Ma agli enti locali – Comuni e Regioni – deve continuare a essere riconosciuta la possibilità di introdurre ulteriori e più forti argini alla presenza e ai tempi dell’azzardo nei territori di loro competenza per tutelare la salute psichica e fisica dei cittadini e prevenirne impoverimento e sofferenza.
  3. Non deve essere l’industria del gioco legale a finanziare le cure per i giocatori malati, ma deve farsene carico lo Stato
  4. Deve essere prevista una moratoria per l’introduzione di nuovi giochi d’azzardoai fini di contenerne il consumo e ridurre i danni correlati

Legaautonomie

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