AT7 operazione “Goldfinger”

Nov 25 2014
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INTERESSI IN GIOCO
Il Piano di Governo del Territorio della precedente amministrazione prevedeva nei prati a nord di via Toti, D’Annunzio, la costruzione di 70.000 mc di residenze. Dal punto di vista urbanistico e ambientale Lissone avrebbe avuto 4+2 edifici residenziali di dieci piani, più altri 6 palazzi di 4 piani, ovvero circa 250 appartamenti equivalenti ad un incremento di 700 abitanti, in un territorio lissonese fra i più densamente costruiti e abitati. In “soldoni” i proprietari dei terreni prevalentemente agricoli si erano trovati improvvisamente in regalo un’immensa fortuna, pari a circa 14 milioni di euro (70.000 mc al prezzo di 200 €/mc).

TRAMA
Trama degna di un film giallo, l’operazione non era per niente semplice e l’esito non era scontato, gli interessi in gioco erano altissimi difesi dai migliori professionisti e avvocati. A questo si deve aggiungere un emendamento al PTCP provinciale inserito all’ultimo momento ad hoc per far costruire malgrado il divieto, gli ambiti come l’AT7 già adottati.
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L’assessore all’urbanistica, l’ing. Mariella Corigliano, ha svolto egregiamente il suo ruolo, spesso incompresa, come nella scelta di adottare provvisoriamente il progetto per non rischiare risvolti legali, approvare la variante del PGT e solo successivamente non procedere all’approvazione definitiva del progetto urbanistico AT7 malgrado fosse già stato adottato. Il Tribunale amministrativo (TAR) ha dato ragione alla correttezza dell’operato dell’amministrazione in difesa dell’ambiente lissonese dalla speculazione edilizia.
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RESPONSABILITA’
Le responsabilità di quel progetto urbanistico scellerato, non possono essere ristrette all’ex sindaco Ambrogio Fossati e agli assessori Gabani e Aiello, ma vanno allargate a tutta l’allora maggioranza Lega Nord-Forza Italia. Alcuni dei cui componenti siedono ancora in Consiglio Comunale ed attendiamo che i vari Carraretto Andrea, Lo Faro Ignazio, Fossati Daniele, Gatti Ambrogio e Ronchi Daniela abbiano il coraggio e la coerenza di difendere la loro scelta di cementificare così pesantemente questa area.
Fortunatamente non abbiamo fiumi vicini e il dissesto non crea danni direttamente alla nostra città, ma questo sviluppo sconsiderato avrà altre conseguenze: l’altissima percentuale di suolo già urbanizzato ha ridotto drasticamente la superficie drenante e già la falda acquifera si sta abbassando, mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico per le future generazioni. La popolazione lissonese nel ventennio 1994 – 2013 è aumentata di 11.542 abitanti pari al 35,1% (passando dai 32.791 ai 44.333 abitanti ), incrementando il prelievo di acqua della falda che si sta impoverendo: è il momento di cambiare rotta verso uno sviluppo sostenibile.

Questa amministrazione guidata da Concettina Monguzzi (Dal diario del Sindaco) si è assunta la responsabilità di tutelare questo corridoio verde intercomunale previsto dal PTCP provinciale nell’interesse dei cittadini contro l’interesse di pochi.

Un fatto concreto e decisivo, non parole.

AT 7

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