Considerazioni su avvicendamento Letta Renzi

Feb 14 2014
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  • Colgo l’occasione per quanto ha scritto Uberti per condividere alcune riflessioni in merito.
    Lo scontro tra le correnti all’interno del partito democratico era presente ben prima dell’avvicendamento Letta-Renzi; e come ho sempre sostenuto il correntismo ha sempre rappresentato un freno e una zavorra per le strategie e l’azione dello stesso PD; questo avvicendamento si è reso urgente a causa della non azione/inazione” o passività e inefficacia dell’esecutivo Letta, dimissionario dopo solo dieci mesi dal suo insediamento, continuamente bloccato da ostruzionismi e dai veti di FI e M5S oltre che da una debolezza cronica del Pd. Di sicuro l’aspetto che rilevo debole e problematico è quello di un governo Renzi non eletto tramite mandato popolare e la sostituzione di un governo delle false/larghe intese con uno che potrebbe essere simile, in assenza di una legge elettorale degna di questo nome, ma questo comunque dobbiamo aspettare a dirlo sulla base dei prossimi passi e atti del governo. Così come un punto assolutamente negativo è la riesumazione e rilegittimazione del condannato berlusconi, vizio tipico dei leader di sinistra che si è purtroppo manifestato nel recente passato prima con D’alema e poi con Veltroni. Un altro aspetto che condivido con il portavoce del circolo di Lissone riguarda il fatto che Renzi ha ricevuto un mandato plebiscitario per rilanciare il Pd spacciato con le vecchie e pseudonuove nomenclature, per poi cambiare passo e rotta, fatto che ha prodotto non poca confusione e smarrimento nella base del partito. L’aspetto invece positivo è quello di avere adesso un PD forte, vincente, un partito che non vedevamo da anni e che abbiamo cominciato a vedere solo con l’avvento di Renzi, come dimostra il risultato elettorale in Sardegna il cui nuovo governatore Francesco Pigliaru è stato appoggiato, nel corso della campagna elettorale, da Renzi. Quest’ultimo ha il merito di avere almeno smosso acque stantie da anni di immobilismo anche del PD di Bersani e Letta su varie questioni evidenziate da Uberti, non ultimo la riforma della legge elettorale. Speriamo che la determinazione, la forza e l’assertività dimostrata da Matteo Renzi sia frutto di lungimiranza politica e porti davvero verso il cambiamento auspicato e non costituisca l’ennesima delusione di tutti coloro che hanno creduto e credono nonostante, le molte difficoltà e contraddizioni, in questo PD.

    Roberto Dominici

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