E’ iniziata la campagna elettorale in città!

Feb 07 2013
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Giovedì mattina al mercato di Santa Margherita, il Partito Democratico è sceso in piazza, a contatto con la gente. E lo ha fatto con i suoi militanti: giovani e donne.

Poche sono le forze che si possono infatti permettere di farsi vedere sul territorio (al mercato c’erano anche Sinistra Ecologia e Libertà e la Lega Nord), ma ancora meno sono coloro i quali possono vantare tra i loro militanti giovani e donne, appunto! Perchè ci piace ricordarlo, la giovanile del Partito Democratico, i Giovani Democratici, sono la giovanile più grande d’Europa! E il PD è l’unico partito che portarà in Parlamento liste fatte dal 40% di donne, unica forza così femminile!

Una nuova generazione di trentenni-quarantenni, giovani e donne, costituirà le file del nostro partito nel prossimo governo. Ragazzi e ragazze eletti dal popolo, con le primarie, non a tavolino da un paio di leader fossilizzati! E siamo gli unici (insieme a Sel), ad avere fatto le primarie parlamentari, senza piegarci al Porcellum!

Questa è la dimostrazione che la politica non è tutta uguale!

Vi aspettiamo nelle piazze, soprattutto nei weekend, fiduciosi che sceglierete di dare una possibilità a questo grande partito! Insime, per L’Italia Giusta!

 

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  • Lissone, 26 Febbraio 2013

    Cari Amici
    Scrivo questa lettera, queste mi considerazioni il giorno successivo alle votazioni che noi tutti attendevamo con speranza. Il risveglio è stato pesante e frustrante, ci siamo resi conto che l’Italia a fatica potrà essere un paese migliore.
    I miei pensieri sono in questo momento confusi e intricati.
    Ho 38 anni, sono sposato e vivo in un paese come Lissone che per anni è stato al centro del sistema produttivo italiano. Dopo essermi laureato ho lavorato per lungo tempo come impiegato metalmeccanico ed ora, dopo aver constatato che a fare l’impiegato in Italia nel XXI secolo non sarei riuscito a realizzarmi lavorativamente, mi sono messo in gioco in una nuova esperienza come libero professionista.
    Storicamente i valori della sinistra sono sempre stati in primo piano nella mia famiglia, a partire da mio nonno che per il suo credo politico ha pagato con anni di prigionia in un lager nazista. Il PCI e di seguito i suoi eredi, sono stati il catalizzatore del mio voto.
    Negli ultimi anni abbiamo dovuto sorbirci un governo incentrato sul culto di una persona e piegato solo ai suoi interessi, poi ci è sembrato accendersi una luce che prometteva finalmente un cambio di indirizzo. Speranzosi abbiamo camminato verso quella che doveva essere la fine del tunnel e invece il nostro incedere si è bloccato.
    Oggi mi rendo sempre più conto che purtroppo parte dell’Italia è formato da un paese di piccole persone, di uomini e donne che antepongono i propri interessi (reali o fittizi) al benessere comune, come se quello che ci circonda non fosse nostro. Oggi mi sono reso ancora più conto che a dominare l’Italia è l’ignoranza, un ignoranza che trova radici nel menefreghismo, nel narcisistico pensiero di essere al di sopra degli altri, nell’idea che se si gabbano gli altri allora si è migliori. Un ignoranza e un analfabetismo politico che è stato alimentato scientemente dalla distruzione del nostro apparato scolastico e universitario e da un condizionamento senza uguali effettuato dalla televisione. È stato insegnato agli italiani a non pensare alla Res Pubblica ma a sè stessi. Sono stai diffusi ideali e valori distorti attraverso programmi studiati a tavolino. È palese che il controllo delle informazioni è stato vitale per sviare e condizionare il voto.
    In Italia la democrazia è viva, ma è corrotta. Come in tutti quei paesi dove pochi proclami demagogici hanno più presa di idee, valori e programmi.
    Alcuni giorni fa mi sono rattristato al pensiero di anziani in coda con la lettera di Berlusconi per ottenere il rimborsso dell’IMU. Oggi non sono rattristato, oggi sono preoccupato al pensiero che la gente è pronta a concedere il proprio voto, la propria sovranità a chi promette un vantaggio nel breve, reale o fittizio che sia.
    Mi preoccupa sentire la gente che dice che tutta la politica è corrotta, che sono tutti uguali, che tanto non cambia alcunchè. Questo è il messaggio che si è voluto diffondere. È indubbiamente vero che le mele marce sono diffuse trasversalmente tra gli schieramenti, che nessuno si può dire senza macchia; ma è anche vero che si è insegnato a non vedere le alternative, a non effettuare analisi su quello che avviene, a guardare più alla forma che alla sostanza. Il pensare che tutti siano ugualmente corrotti evita di far giudicare il marciume più grande.
    Oggi leggo sui giornali che Berlusconi ha fatto una grande campagna elettorale mentre Bersani è stato troppo passivo. Forse è vero, ma dal mio punto di vista preferisco una persona che cerca di parlare dei problemi reali e di lavorare sui programmi rispetto ad uno che alza la voce e che lancia proclami e promesse. Se per vincere le elezioni in Italia si deve fingere, gridare, apparire e inveire allora forse le colpe stanno anche tra gli elettori. Se la grande campagna elettorale di Berlusconi sono stati i doppi sensi nei confronti della Signorina Bruno, l’aver spolverato la poltrona di Travaglio o aver acquistato Balotelli, allora sono contento che il PD non abbia fatto una grande campagna elettorale.
    Il problema risiede nuovamente nella possibilità di gestire e sfruttare i mezzi di comunicazione, in primis le televisioni. Attraverso essa si entra in tutte le case, si diffondono i pensieri, si condizionano i cittadini. Non c’è bisogno di mentire, bastano le mezze verità. Dare alcune notizie rispetto ad altre. Mostrare Bersani quando riceve un giaguaro di peluche e non mostrarlo quando parla di idee e obiettivi è già il modo migliore per evitare che faccia presa.
    Quello che posso imputare al PD è l’aver fatto campagna elettorale giocando con le carte di Berlusconi, negli anni si è perso gran parte del contatto con le piazze e con la gente. Mentre il signor Grillo era in piazza San Giovanni a Roma il Signor Bersani era a teatro, circondato da intellettuali, entourage e giornalisti.

    Onorevole Bersani come suo elettore le chiedo oggi di prendersi le sue responsabilità.
    Non voglio le sue dimissioni, il suo mea culpa o la sua fustigazione mediatica. Vorrei che lei cercasse comunque di salvare il nostro Paese dalla deriva che ha preso. È indubbio che oggi il vero vincitore della tornata elettorale è il Movimento 5 Stelle, dietro il qule ci stanno persone, idee ed una forte volontà di cambiamento e di rottura con un certo tipo di passato. Cavalchi questa espressione del Popolo.
    Il signor Berlusconi ha già allungato una mano per proporre accordi, ma come lei ben sa dietro un accordo vorrà sicuramente qualcosa in cambio.
    Lei rifiuti.
    Consideri invece la possibilità di votare congiuntamente al Movimento 5 Stelle alcuni punti e leggi fondamentali per salvare l’Italia.
    1- Una riforma della legge elettorale che tolga le liste bloccate, tragicomico metodo per avere in parlamento lacché pronti a votare le scelte del capo senza contestazioni poichè eletti senza merito, e che favorisca i partiti a diffusione nazionale.
    2- Una legge per l’incandidabilità di chi è rinviato a giudizio. Deve dimostrare la fiducia del potere esecutivo e legislativo nei confronti di quello giudiziario. Faccia in modo che chiunque sia stato rinviato a giudizio non possa essere candidato come rappresentante del Popolo ( a nessun livello).
    3- Una legge che risolvi il conflitto di interessi e impedisca ai candidati di disporre dei mezzi di comunicazione o di avere vantaggi economici.
    4- Elezione di un Presidente della Repubblica rispettabile e attento alla salvaguardia della democrazia, proporrei il Signor Dario Fo.
    5- Una legge anti corruzione precisa e rigida che colpisca chi pensa di utilizzare la Res Pubblica per arricchirsi.
    6- Svicolare dal controllo politico la Rai, sulla base di quello che è la BBC. Vogliamo un giornalismo che vigili sul potere politico e non che vi sia asservito.
    Una volta votate tali leggi e in un certo senso ripristinato il senso civico, dal punto di vista di suo elettore, la riterrò libero di prendere in considerazione la possibilità di nuove elezioni.

    Grazie
    Massimiliano Uberti

    massimiliano

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