Provvedimenti URGENTI per i comuni

May 06 2013
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Premettendo che il provvedimento sblocca pagamenti, per come è stato concepito sta scontentando tutti, soprattutto i Comuni per la farraginosità delle procedure (certificazione, obblighi, tempi stretti…) da attuarsi che non consentono uno sblocco reale delle risorse accantonate (ad esempio Lissone su 24 milioni di residui ha certificato poco più di 700 mila euro – di cui 500.000 già pagati!

Il provvedimento è stato preso più per favorire le imprese che avevano crediti con enti locali e ASL che avevano nel cassetto da anni fatture non pagate – non è il caso di molti comuni lombardi ), occorre RISOLVERE al più presto i problemi dei Comuni che si chiamano:

PAREGGIO DI BILANCIO DI PARTE CORRENTE. Questo termine è stato sostituito dal patto di stabilità, ma nel mese di maggio (con il termine a giugno) l’incertezza per i Comuni sulle entrate (E NEI FLUSSI DI CASSA) è massima: IMU? Tares?, mentre vi sono le CERTEZZE DEI TAGLI DEI TRASFERIMENTI che costringono ad innalzare l’unica tassa certa (addizionale IRPEF) andando a colpire soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati onesti… Perché allora non verificare da subito l’efficacia dello sblocca pagamenti e dirottare delle risorse non spese (soprattutto da parte dei Comuni virtuosi) in quell’ambito per RIDURRRE LA PORTATA DEI TAGLI agli enti locali per OLTRE 2 MILIARDI nel 2013 che vanno ad aggiungersi ai 500 milioni della fine 2012?

EFFETTIVA CAPACITA’ DI SPESA per lo SVILUPPO. Lo sblocca pagamenti spesso può rivelarsi paradossale, perché i dirigenti o i funzionari di piccoli comuni (anche loro saranno soggetti al patto e sono tantissimi), con le scarse risorse a umane e finanziarie a disposizione, non se la sentono di certificare ingenti somme che dovranno essere spese – pena sanzione – entro l’anno e quindi certificano il minimo indispensabile….di obblighi giuridici già definiti con fornitori. Perché allora non consentire lo sblocco di avanzi (una volta tanto “credito pubblico” di parte corrente e parte capitale (dove non è individuato uno specifico fornitore esonerandoli dal patto) per interventi strutturali obbligatori (vedi eliminazione barriere architettoniche) e spese di investimento mirate? (vedi riorganizzazione delle partecipate per adempiere agli obblighi della spending review, vedi interventi sul risparmio energetico, vedi sblocco degli incarichi – magari a giovani professionisti per lo sviluppo tecnologico – WiFi . piattaforme internet) per consentire SVILUPPO agli enti locali che possono farlo?

EFFETTIVA POSSIBILITA’ di accedere ai cofinanziamenti esonerando dal patto la parte in capo ai Comuni.

VALORIZZAZIONI DEL PATRIMONIO attraverso la possibilità di incaricare apposite
società per porlo effettivamente in essere (senza ricorrere a cartolarizzazioni), anche
attraverso forme di housing sociale, di utilizzo degli immobili per venire incontro ad esigenze temporanee di persone attive dal punto di vista lavorativo – spesso vi sono piccoli comuni che hanno un patrimonio enorme, lasciato in disuso per mancanza di fondi e di expertise e impossibilità a conferire incarichi per stringenti leggi…

Ritorno alla TESORERIA MISTA: la tesoreria Unica non consente il pieno utilizzo delle
proprie risorse incrementando il rischio di richiesta di anticipazioni di cassa per far fronte a
spese obbligatorie quali stipendi o servizi sociali e inibendo la possibilità agli enti virtuosi di
mettere a reddito .

Possibilità di utilizzo ed incentivo effettivo di nuovi strumenti quali il factoring per recupero crediti.

Domenico Colnaghi – assessore bilancio Comune di Lissone

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