La fine del faraone

Oct 15 2015
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Vi ricordate lo scandalo di Totò Cuffaro in Sicilia che nel 2011, dopo
essere stato per la prima volta eletto all’Assemblea regionale fu
definitivamente condannato dalla Cassazione a sette anni di reclusione
?. Nel procedimento vennero travolti, diversi dirigenti sanitari e
Michele Aiello (il “re” della sanità privata siciliana); sul tavolo
dei magistrati gli sprechi di centinaia di milioni per cliniche e
laboratori non sempre all’altezza, con la connivenza del servizio
pubblico. Ma anche pressioni delle lobby del farmaco e appalti
truccati con bandi ad hoc. Si cambia regione ma la storia si ripete
con attori e modalità differenti; le accuse che hanno portato agli
arresti di Mario Mantovani Vicepresidente della Regione Lombardia, ed
ex assessore alla Sanità sono molto pesanti: abuso d’ufficio turbativa
d’asta, corruzione e concussione aggravata per appalti nella Sanità
relativi al periodo tra il 6 Giugno 2012 ed il 30 Giugno 2014. In
particolare al centro dell’attenzione degli inquirenti, vi sono gare
pilotate per i servizi di trasporto dei pazienti dializzati, per opere
in edifici scolastici ed in case di riposo. E poi ancora lavori di
ristrutturazione presso immobili a lui riferiti da parte di un
ingegnere “ringraziato” con lavori in opere pubbliche. Gli episodi
elencati a carico di Mantovani vanno oltre il 2012 e sono contenuti in
una nota integrativa aggiunta alla prima richiesta di arresto che
risale a molti mesi fa, e l’intervallo di tempo tra la richiesta di
arresto del pubblico ministero e la firma del Gip deriva proprio dagli
approfondimenti effettuati e dall’accertamento puntuale dei fatti
riferiti all’inchiesta; risulta quindi solo una farneticazione la tesi
complottista della Lega e dei gazzettari della destra come Libero e il
Giornale, dal momento che anche l’assessore all’Economia Massimo
Garavaglia e braccio destro di Maroni, è indagato per turbativa
d’asta. Fermo restando l’esigenza di conoscere quanto prima la difesa
di Mantovani, non si può non evidenziare con amarezza sia il fatto che
questo fatto è accaduto nel giorno in cui nel Consiglio e nella giunta
regionale si celebrava la Legalità e la trasparenza, sia la
constatazione che ancora una volta il pianeta Sanità è oggetto di
assalti da parte di politici senza scrupoli per operazioni di

malaffare e interesse privato a scapito dei cittadini e del bene
primario della Salute, dimostrando che non vi è alcuna discontinuità,
come ha fatto notare anche Umberto Ambrosoli, nel passaggio dalla
vecchia gestione di Formigoni, crollata proprio per indagini
giudiziarie alla giunta attuale. Vorrei sottolineare che alla luce di
questa indagine si possono capire le lentezze, le difficoltà ed i
blocchi dell’iter della Legge di riforma sanitaria in via di
approvazione in Regione.

Roberto Dominici
Componente coordinamento PD Lissone

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