La pochezza di Internet

Nov 30 2014
(0) Comments

Nei giorni scorsi si è avuta l’ennesima riprova che internet può essere un importante supporto per ogni formazione politica ma non può e non deve essere considerato un sistema fondante per una forza politica che si dichiari democratica.
Il caso degli onorevoli Artini e Pinna evidenzia in tutti i suoi difetti e mancanze l’uso delle piattaforme informatiche in sostituzione delle persone e della rappresentanza.
Tanto per rinfrescare la memoria, i due “cittadini” pentastellati, all’indomani del risultato elettorale in Emilia Romagna e Calabria, avevano criticato in modo diretto le scelte del movimento. In particolare l’onorevole Pinna aveva affermato:

 “Siamo diventati marginali sulla scena politica. Ci siamo auto-condannati all’esclusione rinunciando al nostro ruolo di innovatori”.

Mentre Massimo Artini aveva dichiarato:

“La gente sul territorio non è arrabbiata, di più e c’è chi si inventa una cavolata come quella di Mussolini che non ha ucciso Matteotti da mettere sul sito il giorno in cui ci sarebbe da parlare della sconfitta elettorale. Immagino ce l’avessero nel cassetto da mesi”.

A distanza di qualche giorno, molto casualmente, sul blog del movimento viene indetta una votazione per approvare (sottolineo approvare e non valutare) l’espulsione dei due parlamentari. Non con l’accusa di aver criticato la leadership gestionale del M5S ma con la più banale e giustificabile accusa di non devolvere i soldi.
Indipendentemente dal giudizio politico ed etico di tale scelta, ciò che risulta evidente è l’insufficienza di internet (e dei suoi internauti) nell’essere uno strumento corretto e giusto.
Infatti è bastato l’input del capo per attirare al voto 19 mila iscritti che senza alcun senso critico e volontà di correttezza hanno sancito l’espulsione commissionata dalla diarchia pentastellata.
Il blog aveva emesso la sentenza e, nonostante le palesi prove dei deputati di aver versato quanto dovuto, lo stuolo di iscritti, nascosti dietro l’asettico anonimato informatico, hanno ratificato la condanna!
Questi votanti non hanno avuto senso critico, non hanno avuto come obiettivo il rispetto delle stesse regole del movimento, non hanno avuto interesse nello scoprire la verità dei fatti… hanno semplicemente votato come da volontà del leader.
E con questo stesso strumento i capi del M5S vorrebbero, in futuro, giudicare politici, giornalisti e avversari del movimento… se non fosse una dichiarazione di un partito politico sarebbe da considerare una singolare cavolata, ma essendolo le cose diventano ben più cupe e pericolose!
Internet è un mezzo… che ha permesso a migliaia di anonimi giudici di avvallare e sancire le colpe di avversari del leader senza metterci la faccia e senza sentirsi responsabili !

Comments

comments

Leave us a comment