L’antidemocrazia turca

Oct 28 2015
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Ultimo atto di una escalation antidemocratica del presidente Erdogan: la chiusura di due televisioni non allineate con il potere centrale da parte della polizia.Prima di ciò, c’era stata la repressione delle proteste, il bavaglio alla stampa, la persecuzione di chi criticava il presidente, la censura dei social network.
Fino a che punto si deve spingere Erdogan affinché l’Unione Europea e la NATO dicano chiaramente che il suo comportamento non è più ammissibile?
Purtroppo per la prima contano gli interessi economici e per la seconda quelli strategici… quindi silenzio!
Personalmente sono vicino a quella parte del popolo turco che vede erodere i propri diritti sotto i colpi di un autoritarismo crescente del presidente turco.
Il 1 novembre ci saranno le elezioni politiche in Turchia, ma indipendentemente dal risultato il comportamento e l’ideologia di Erdogan sono da proto-dittatore. Il consenso elettorale non può essere un giustificativo delle azioni autoritarie intraprese dal potere centrale, che dovrebbe essere criticato a prescindere. Infatti, nell’ultimo secolo, non sono mai esistite dittature (per quanto terribili) che non avessero una vasto consenso in termini di voti.
Senza il coraggio di opporsi non si potrà frenare la diffusione di movimenti autoritari che fanno leva sulle paure, l’ignoranza e il disinteresse di gran parte degli elettori. Quanto tempo manca affinché un Orban o un Kaczynski seguano i passi di Erdogan?

Massimiliano Uberti

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