L’importanza delle parole

Apr 15 2015
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Art. II (Convenzione approvata da Assemblea Generale dell’ONU 9/12/1948)
Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
a) uccisione di membri del gruppo;
b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro

Indipendentemente da ciò che afferma il Presidente della Turchia Erdogan è indubbio che l’eliminazione sistematica degli armeni dopo la prima guerra mondiale è definibile come genocidio. Un milione e mezzo di morti su base etnica ad opera di uno stato non possono che essere definiti diversamente.
Quando papa Francesco afferma ciò non fa che dire una verità. Una verità che è scomoda (per i turchi) e le cui colpe si sono perse nel tempo, ma indubbiamente è una verità.
Ciò che colpisce è il silenzio di una classe politica che si nasconde dietro un “no comment” per non esporsi ed evitare così attriti con un paese che è un partner importante economicamente. Tale comportamento non fa che confermare la debolezza dell’Italia e dell’Europa a livello globale.
Quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi afferma che non è opportuno dare una verità di Stato, perché non è compito dei governi decidere cosa sia successo 100 anni fa, a mio parere sta dicendo un’assurdità. La politica ha il dovere di prendere posizione nei casi più tristi della storia e, indipendentemente che non sia possibile giudicare i colpevoli, deve essere pronta ad esprimere un giudizio sugli eventi.
Lavarsene le mani non è una soluzione, i fatti storici possono essere interpretati in modi differenti ma comunque è compito della politica definire e dare giudizi.
La politica ha l’obbligo di individuare degli ideali, una morale, un etica e cercare di trasmetterla alla gente. Senza giudizi, la politica si trasforma in pura e sola amministrazione burocratica senza cuore ne pensiero, in un mero calcolo di interessi, principalmente economici.
Mi piacerebbe sapere quale sia il limite temporale, che Gozi considera opportuno, per decidere quando è il caso che la politica debba esprimersi. Sul fascismo di 90 anni fa? Sul genocidio degli ebrei di 80 anni fa? Sul franchismo di 60 anni fa? Sui massacri di Pinochet di 40 anni fa? Sui fatti di Piazza Tienanmen di 26 anni fa? Sulla questione tibetana di 10 anni fa?
La politica deve avere un giudizio per ognuno di questi eventi.
Con tale affermazione papa Francesco  ha aperto una riflessione importante che dovrebbe essere presa in maggiore considerazione dai politici italiani. Infatti la risposta ferma e decisa di Erdogan al papa dimostra sempre di più come tale personaggio politico stia cavalcando il conservatorismo islamico per ottenere consensi in patria a discapito di laicismo e delle libertà personali. Ciò dovrebbe far riflettere ancora di più sull’opportunità di un ingresso della Turchia nell’orbita della Unione Europea, indipendentemente dal fatto che diverse società abbiano investito in Turchia.

Massimiliano Uberti

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