Lissone approva un rivoluzionario Regolamento delle Entrate

Apr 18 2016
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Federico Rampini, in un recente articolo ha scritto “le politiche fiscali cambiano nel tempo, sono uno specchio dei valori dominanti e della loro evoluzione. La lotta all’evasione non è un gioco di guardie e ladri che si ripete sempre uguale” (la Repubblica dell’11 aprile 2016).

Il PD nel suo DNA ha come valori dominanti quelli dell’equità e della giustizia sociale, giustizia ed equità che trovano concretizzazione anche in una fiscalità attenta ai bisogni, sempre in continua  evoluzione, dei cittadini.

E’ per questo, che il Comune di Lissone grazie  al fattivo apporto ed impegno dell’assessore PD Domenico Colanaghi, si è dotato di un innovativo Regolamento Comunale delle Entrate, che nell’ottica della semplificazione e chiarezza sviluppa una nuova forma di rapporto tra lissonesi, ― colpiti duramente dalla crisi economica e quindi bisognosi di nuovi strumenti  nel campo della riscossione delle imposte ―, e l’Ente Locale, che ha smesso  di essere il “Lieviatano” pronto a punire il cittadino, tanto se agisca in mala fede con l’intento di frodare il fisco o che semplicemente non adempie ai proprio obblighi per  una banale dimenticanza o perché si trova in effettive ristrettezze economiche.

Tra le novità dell’approvato Regolamento Comunale delle Entrate, spicca quella riguardante le sanzioni amministrative in caso di tardivi e/o omessi versamenti, dove il Comune di Lissone riesce a far meglio dell’Amministrazione nazionale, introducendo rilevanti modifiche al cd . ravvedimento operoso.

Il  ravvedimento operoso consente al contribuente, a determinate condizioni e con specifici limiti, di sanare spontaneamente le violazioni e omissioni commesse, mediante il pagamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria, incentivando così lo stesso contribuente a chiudere, se pur tardivamente, la propria posizione fiscale,  facendo “pace” con l’Ufficio Tributi di Lissone.

Sarà capitato a tutti di versare in ritardo una tassa o imposta, per poi scoprire che quella dimenticanza, magari di un giorno, ci è costata cara!

Il nuovo Regolamento, facendo meglio della norma generale nazionale (art.13 del D.Lgs. 472/1997) che irroga una sanzione minima del 10 %, prevede per i tardivi pagamenti entro i 3 anni solo una sanzioni del 6%, continuando a colpire duramente coloro che a seguito di attività verifica o accertamento  dimostrino il dolo nel volersi sottrarre all’obbligo previsto dall’art.53 della Costituzione prevede che “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.”

L’articolo 3 del Regolamento , rubricato “Compensazioni tra debiti e crediti” , dà attuazione ad una norma già esistente, ma solo in senso figurativo, introducendo una disciplina precisa e dettagliata su come accedere alla compensazione,  ora richiedibile attraverso apposita istanza, risolvendo in maniera rapida e conveniente per il cittadino-contribuente problemi relativi agli errati versamenti avvenuti frequentemente negli ultimi anni con l’adozione del modello F24 in modo diffuso e con l’istituzione di nuovi tributi (IMU – TARI – TASI).

La compensazione si applica qualora il debito indicato dal richiedente sia uguale o inferiore ad € 2.500,00, mentre per le somme superiori al predetto limite di € 2.500,00 la compensazione è subordinata all’emissione di un provvedimento di autorizzazione del funzionario competente entro novanta giorni dalla presentazione dell’istanza.

Sempre nell’ottica della semplificazione e della massimizzazione della riscossione dei tributi e del leale e proficuo rapporto con i contribuenti, l’art 4 prevede l’ accollo cumulativo del debito ―ovvero il cd accollo esterno non liberatorio per il debitore originario, che si perfeziona con il consenso dell’Ente locale, salvaguardando così i diritti erariali―, in analogia con quanto previsto per la delegazione dall’art.1268 comma 2 del Codice Civile. Con l’accollo, quindi, si perseguono ben due risultati: si agevola sensibilmente il pagamento dei tributi e si tutela l’Ente, evitando il rischio di insolvenze.

Infine, l’art.6 del Regolamento potenzia e disciplina in modo uniforme le modalità per consentire ai cittadini il pagamento delle entrate a rate o con dilazioni, introducendo mediante deliberazione di Giunta dei criteri di individuazione dei beneficiari.

Nel caso di emissione di avvisi di accertamento o atti di recupero comunque denominati, per importi superiori ad € 250,00 per le persone fisiche ed € 2.000,00 per le persone giuridiche, il contribuente che versa in condizioni di “temporaneo disagio socio-economico” (così come stabilito con cadenza annuale da apposita delibera di Giunta Comunale, su indicazione dei servizi sociali)   può presentare una richiesta di dilazione o di rateazione, per un massimo di 12 rate mensili, dei versamenti attraverso una semplice modello predisposto dal Comune di Lissone.

L’approvazione di questo innovativo regolamento prosegue l’attività di semplificazione e di avvicinamento verso il cittadino-contribuente e “gli operatori del settore” con i quali è iniziato un percorso di collaborazione nella comunicazione e diffusione di provvedimenti emessi dall’Amministrazione Comunale a favore (è proprio il caso di dirlo, così come vuole lo statuto del contribuente) dei cittadini (onesti9, soprattutto per quelli che .versano in situazioni di temporanea difficoltà, evitando l’attivazione di inutili ed onerose procedure accertative o coattive… risparmiando energie, energie e procedure che invece verranno attivate nei confronti di coloro che, pur potendo, evitano di pagare le imposte… insomma: sostegno a chi è in difficoltà e lotta dura ai “furbetti”…

Testo Giovanni Minerva

Riferimenti normativi Domenico Colnaghi

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