Lissone non merita altro cemento.

Dec 03 2013
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“Un paio di anni fa il sindaco di un piccolo paese lombardo, Domenico Finiguerra a Cassinetta di Lugagnano, decise che il territorio del suo comune non poteva più permettersi un solo metro quadrato di cemento. Finì su tutti i giornali, come se avesse preso una decisione straordinaria, rivoluzionaria”.

Queste poche righe, tratte dall’amaca di Michele Serra su Repubblica di qualche giorno fa, sono un estrema sintesi di tutto ciò che non è stato fatto a Lissone da chi l’ha amministrata prima di noi.

A noi non interessa certo finire sui giornali, ma fare di tutto, lottare su ogni singolo fronte, porta a porta, delibera su delibera per evitare ulteriore consumo di suolo. A noi interessa ribadire in atti amministrativi il percorso messo in atto dalla nostra amministrazione, della variante al PGT, sostenendo il grande lavoro dell’assessore Corigliano, come descritto nella sua relazione, per salvaguardare il salvabile a Lissone.

L’87% di suolo urbanizzato ci mette nella condizione di fare di tutto per non permettere la realizzazione di una cementificazione di oltre settantacinquemila metri cubi sul nostro territorio (quasi cinquemila abitanti).

Questa è una città ai limiti della vivibilità, senza i corretti spazi per muoverci e spostarci, stare insieme: quello che possiamo realisticamente fare è cercare di governare al meglio delle nostra possibilità e capacità, una situazione complessa e compromessa.

Non saranno certo feste ed eventi seppur di importanza rilevante a ridarci identità, ed una città a misura d’uomo, in tempi rapidi.

Noi dobbiamo solo rispettare ciò che abbiamo chiaramente espresso il 18 luglio votando la variante al PGT. Lissone ha ingoiato troppo cemento in passato, troppa speculazione e non ne ha tratto vantaggi tangibili: quali servizi si sono realizzati a fronte dei piani integrati nati come funghi? La cementificazione non ha portato nessun valore aggiunto a noi lissonesi, si è trattata di una speculazione edilizia sulla città senza un serio progetto armonico urbano ed edilizio.

Questo ambito di trasformazione è un ulteriore mostro che vuole essere imposto alla città, senza tener conto degli oltre mille appartamenti sfitti, di una crisi che non ammette ulteriori insediamenti abitativi e di un suolo che non è più in grado di rigenerarsi naturalmente: è mai possibile che le tragedie sarde, calabresi, liguri solo per citarne alcune, vengano dimenticate da tutti, in fretta, nel nome del profitto? Lissone non ha fiumi e corsi d’acqua importanti, altrimenti ci sarebbero seri problemi legati alle calamità naturali.

Questi metri cubi di cemento sono un regalo a chi specula sulla nostra pelle! La torta di cemento ha già abbondantemente coperto la città e noi faremo il possibile per togliere questa ulteriore ciliegina che ci risulterebbe alquanto indigesta.

Noi diamo mandato alla giunta di procedere affinché non approvi il piano attuativo in discussione, questo è un segnale fortissimo di quale sarà la direzione edilizia ed urbanistica di questa amministrazione.

Questa sera vogliamo vedere l’andamento del voto: questa votazione certificherà una volte per tutte, quali forze politiche stanno dalla parte dei cittadini e chi con altri interessi.

Giancarlo Castoldi

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