Lotta alla corruzione e all’evasione

Feb 19 2014
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L’Italia è allo sbando, in bilico su un abisso. La ricostruzione e la ripartenza non può prescindere da una completa ristrutturazione economica e sociale.
Ma quale è il nodo gordiano da recidere per permettere un vero sviluppo nel lungo periodo?
Leggendo i giornali ogni politico lancia la sua ricetta ma sinceramente mi sembra che pochi abbiano voglia di toccare il reale problema che frena e limita il nostro Paese.
L’Unione Europea ci ha già dato l’indicazione della strada da seguire… lotta alla corruzione e lotta all’evasione!!!

La Politica, quella vera, deve smettere di ragionare su calcoli elettorali e invece deve pensare di agire per il bene dell’Italia.


Una stima comunitaria calcola in 60 miliardi di euro il peso della corruzione mentre da fonti della giustizia l’evasione si aggirerebbe intorno ai 180 miliardi di euro con un non riscosso da Equitalia di 550 miliardi di euro. Cifre astronomiche equivalenti annualmente a circa il 15% del PIL e sul non riscosso vicine al 30%.
I politici devono cominciare a chiamare col proprio nome chi evade con dolo…sono dei ladri e non dei possibili elettori. Che si lasci a berlusconi la ricerca del supporto da parte di criminali che hanno rubato alla cittadinanza italiana per loro interesse…che si lasci a Grillo la lotta ad equitalia per ottenere voti.
Un vero partito che parla agli italiani onesti e al mondo sano dell’imprenditoria deve avere la lotta all’evasione come primo punto del suo prgramma.
La corruzione e gli evasori sono coloro che stanno rubando il nostro futuro! Rubano il futuro ai disoccupati, ai pensionati, agli onesti e a quella parte delll’imprenditoria italiana che rispetta le regole, perchè chi evade fa una concorrenza illegale.
Chi non dichiara inoltre accede a sconti e servizi al posto delle persone veramente in difficoltà, rubando nuovamente ai cittadini onesti… un evasore che paga meno le rette scolastiche e ottiene farmaci gratuiti è doppiamente ladro!
Chi ha portato i soldi all’estero deve essere perseguito e non protetto, gli scudi fiscali hanno troppe volte dimostrato la loro inefficacia…
Quando il Procuratore Aggiunto di Milano, Francesco Greco, dichiara che finora sul fronte politico sono arrivate spinte “per lasciare l’anonimato ai titolari dei conti esteri“, c’è da indignarsi e darsi come obiettivo quello di cambiare le cose.
L’incapacità e la cecità, voluta o meno, della politica in materia di lotta all’evasione è evidente. Basti considerare quelli che sono gli studi di settore approvati per rendersi conto che chi li ha stabiliti non ha alcun collegamento con il mondo reale. Le cifre LORDE stabilite sono assurdamente basse. Alcuni esempi sono esemplificativi:
Negozi di abbigliamento e scarpe € 6.500
Istituiti di bellezza € 7.200
Tintorie e lavanderie € 9.100
Negozi giocattoli € 9.800
Autosaloni € 10.100
Parrucchieri € 13.200
Servizi di ristorazione € 15.400
Taxi € 15.600
Gioiellieri € 17.300
Bar e gelaterie € 17.800
Alberghi e affittacamere € 18.300
Come può essere possibile che un gioielliere viva con 1.440 euro lorde (circa 700 euro nette) e magari nel contempo abbia dipendenti, un auto da sessantamila euro e quattro case…
Considerando che i lavoratori dipendenti guadagnano mediamente ventimila euro lorde viene subito da chiedersi se l’imprenditoria italiana non sia formata da incapaci…
Il primo segnale per cambiare verso è quello di non permettere più di rubare agli onesti, di punire chi evade e di impedirgli di fare nuovi danni…
Quando Barca parla della necessità di una patrimoniale da 400 miliardi di euro si deve prendere sul serio e si deve pensare di adottarla come punto programmatico della Politica…

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