Ministro della Giustizia

Nov 04 2013
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Nel senso comune di noi Italiani, da nord a sud, c’è spesso la convinzione che una conoscenza, un contatto o un’amicizia possano aiutarci nelle necessità o favorirci nel bisogno.
Questo atteggiamento tipicamente italiano, spesso condannato a parole ma utilizzato quando possibile, sembra in questi giorni appartenere non solo all’uomo comune ma anche alle alte sfere della politica che più di tutte dovrebbero garantire il buon esempio e cancellare la convinzione che la via più breve sia la più proficua.

Non trovo corretto che il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri agisca sulla base di una richiesta privata di un suo conoscente anche se mossa da “solidarietà umana”.

Le regole e le procedure esistono per gestire la res publica e le interazioni tra i cittadini e lo stato; se a queste però affianchiamo gli interventi per amicizia e conoscenza le cose si complicano e non si può più garantire l’imparzialità e che il sistema sia uguale per tutti.
Se per ottenere un certificato, un nullaosta o un documento io ricorro ad un “amico” per velocizzare il tutto, commetto un torto a quei cittadini che seguono le regole.
Se la politica vuole riacquistare veramente il rispetto della cittadinanza deve fare il modo che i cittadini abbiano fiducia nello Stato e nelle sue Leggi che devono agire imparzialmente. Il Ministro della Giustizia deve agire come tale e non come “l’amico dell’amico” che elargisce favori in maniera parziale.

Se regole delle stato sono oggi macchinose e lente e non garantiscono l’efficienza allora è compito del politico modificarle e migliorarle, ma non sicuramente aggirarle con interventi personali (sebbene fatti per solidarietà umana).

Massimiliano Uberti

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  • grazie per il commento che mi trova pienamente concorde, non si può tacere davanti a queste azioni “umanitarie” personali. La legge e le conseguenze per chi la viola devono essere veramente UGUALI per tutte/i. Se poi come è necessario arrivari ad una riforma della giustizia soprattutto sulle modalità della carcerazione preventiva si cominci . Ciao

    mariarosa viganò

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