No agli inceneritori e alle “mozioni strumentali”

Dec 02 2014
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Per aver votato contro una mozione molto strumentale e di propaganda, presentata dalla Lega Nord in consiglio comunale il 27 novembre scorso, alcuni blog locali tentano di far passare il messaggio che il PD a Lissone è a favore degli inceneritori.
Non è così.
Una mozione molto ben congegnata e condivisibile nelle premesse, presentata in molti comuni in Regione dai leghisti, che chiede però, molto strumentalmente, di impegnare il Sindaco e la Giunta ad intervenire presso il Governo per cancellare l’articolo 35 dello “sblocca Italia” e di impedire l’ingresso ai rifiuti provenienti da altre regioni, per essere smaltiti negli inceneritori già esistenti in Lombardia.

L’azione di un governo deve dare risposte nell’immediato e non ridursi ad invocare soluzioni che, domani mattina, non risolvono nulla. Il decreto sblocca Italia, non promuove l’uso degli inceneritori ma si fa carico di un problema di autosufficienza nazionale nello smaltimento dei rifiuti: l’obbiettivo è di creare una rete nazionale di impianti di recupero che, a partire da quelli già esistenti, permetta all’Italia di essere autonoma, oltre che di disegnare una mappatura reale e certa della situazione sul territorio nazionale, per poi attuare una politica più virtuosa nel ciclo rifiuti. Infatti per i gestori che importano rifiuti da fuori Regione vi sarà l’obbligo di destinare una quota dei ricavi ad un fondo regionale che sostenga misure di riduzione della produzione rifiuti, di aumento della raccolta differenziata e di contenimento delle tariffe per i cittadini.

E’ singolare che si faccia paladina del no agli inceneritori la Lega Nord, una forza politica che ha contribuito a costruirne ben 13 sul territorio lombardo e che, badate bene, non dice di chiudere questi inceneritori ma molto strumentalmente di non farli lavorare con rifiuti provenienti da altre regioni. Una forza politica che, quando amministrava, voleva aprirne uno a Santa Margherita solo pochi di anni fa.

Chi dovrebbe smaltire i nostri rifiuti ? Alziamo le spalle e li mandiamo in Germania o in Austria pagando fior di milioni di euro di soldi pubblici ? Oppure li spediamo in Africa sversandoli a cielo aperto nella savana ? Renzi sta cercando di dare all’Italia una credibilità internazionale che per vent’anni è stata relegata al ruolo di macchietta, credibilità che passa dal risolvere in casa i nostri problemi.

Noi siamo CONTRO gli inceneritori ma siamo consapevoli che non si possono chiudere dalla sera alla mattina e lavoriamo e lavoreremo per stimolare un ciclo virtuoso dei rifiuti, come abbiamo tentato di portare avanti sul territorio lissonese (vedi sperimentazione RFID).

Al consigliere Battocchio e al Movimento 5 Stelle che hanno attaccato il capogruppo Castoldi, parlando di poco coraggio e di disciplina di partito possiamo solo rispondere che non è così. Ribadiamo che a Lissone siamo CONTRO il trattamento a caldo dei rifiuti.

Siamo stati attaccati per via di un comunicato del PD provinciale che benedice la fusione BEA – CEM Ambiente, documento di cui Il PD a Lissone ne ha preso atto e che giudicheremo quando entreremo nel merito delle questioni: in un passaggio specifico del comunicato del PD provinciale, comunque, vi è chiaramente ribadito ciò che pensiamo anche a Lissone “la riduzione dei rifiuti, l’aumento esponenziale della raccolta differenziata, finanche il progressivo superamento della tecnologia dell’incenerimento, sono obiettivi che si possono raggiungere solo se alla base vi è una realtà societaria solida, su cui contare”.

 

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  • In consiglio comunale avevo chiesto un commento su quello che vi allego ma nessuno è intervenuto…vorrei sapere cosa ne pensa il PD lissonese, vale per l’Emilia Romagna e non per la Lombardia? Vi ringrazio per l’attenzione.
    “I deputati e i senatori del Pd dell’Emilia Romagna ritengono che l’articolo 35 dello ‘Sblocca Italia’, che di fatto liberalizza lo smaltimento dei rifiuti urbani attraverso l’utilizzo degli impianti di termo-trattamento presenti nella nostra Regione, così come formulato dal Governo non sia sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale”. Lo dicono il senatore Stefano Vaccari e la deputata Donata Lenzi, coordinatori dei senatori e dei deputati del Pd eletti in Emilia Romagna.
    “Ci aspettavamo una proposta più complessiva sul tema della gestione integrata dei rifiuti, – spiegano Vaccari e Lenzi – e non una scorciatoia che rischia di trasformare gli impianti dell’Emilia Romagna nell’unica soluzione al problema dei rifiuti in Italia. Non riteniamo coerente questa posizione con le politiche di riduzione dei rifiuti e di riciclo che da anni la Regione Emilia Romagna porta avanti e che oggi consentono di raggiungere percentuali di raccolta differenziata di oltre il 50%. Come deputati e senatori emiliano-romagnoli – concludono Vaccari e Lenzi – lavoreremo per modificare sostanzialmente l’articolo 35 nelle sedi opportune”.

    daniele fossati
  • I senatori PD dell’Emilia Romagna hanno espresso una posizione ragionevole e condivisibile sull’articolo 35 dello Sblocca Italia, secondo un loro personale ragionamento e punto di vista. Noi abbiamo un altra posizione che abbiamo ribadito in Consiglio Comunale e che non ci fa scendere al livello di posizioni strumentali a riguardo della Gestione dei Rifiuti. Non sarà uno scherzo chiudere 13 inceneritori aperti, con tutte le difficoltà del caso, aperti e ancora oggi difesi dal centrodestra. Per fare un esempio calzante, Trezzo è un impianto privato con costi di smaltimento elevati e progetti mai accantonati di raddoppio. L’amministrazione leghista di Trezzo da una parte finge di volerne limitare l’utilizzo e dall’altra si compiace dei conferimenti da fuori regione che saltuariamente arrivano dalle emergenze. Noi abbiamo aperto una discussione interna molto importante a riguardo, a livello locale e non solo che vuole creare un sistema virtuoso più generale. Non ci interessa correre dietro a mozioni strumentali per dare soddisfazione a chi li inceneritori nei fatti li ha fatti costruire e li difende.

    PD Lissone

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