Non solo Pedemontana e TRM10 ma anche ALPTRANSIT

Apr 27 2013
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alptransitNon mancavano le preoccupazioni per i “futuri” e “incerti” cantieri di Pedemontana e TRMI10 a levare il sonno ad amministratori e cittadini brianzoli, ma ora anche sul trasporto ferroviario rischiano di addensarsi nubi che non promettono nulla di buono.

Mi riferisco alla nuova trasversale ferroviaria alpina (AlpTransit), parte di un progetto strategico che intende connettere su ferrovia Rotterdam a Genova e spostare gran parte del traffico passeggeri, ma soprattutto merci, da gomma a rotaia.

Per riuscire in questi intenti è necessario però, secondo i progetti originali, quadruplicare i binari della tratta Chiasso-Monza.

Progetto ambizioso sottoscritto da Consiglio d’Europa, Unione Europea, Svizzera e Italia.

In Italia si è perso come al solito tempo e il progetto è stato ritardato di un ventennio, rimandando gli interventi sulla linea con generiche “misure tecniche atte a migliorare il grado di efficienza della tratta attuale”. In poche parole, nessun intervento significativo.

Il Consiglio Federale della confederazione elvetica, invece, è pronto ad investire di tasca propria anche in Italia, per attuare il prima possibile lo spostamento del traffico merci da gomma a rotaia e per la creazione di capacità aggiuntive nei terminali di Milano, mettendoci circa 180 milioni di euro.

Quindi è obbiettivo della Svizzera fare in modo che una volta completato il sistema AlpTransit i flussi del traffico merci utilizzino come tratta principale verso Milano la linea Como-Monza.

La preoccupazione quindi, a livello locale, è capire che ricadute avranno i mancati interventi di potenziamento che riguarderebbero la nostra tratta visto che sono stati prorogati se non addirittura abrogati.

Quando dalla Svizzera si intensificheranno i trasporti verso Milano si potrebbe profilare il rischio collasso della tratta a ridosso di Milano, linea dove i disagi per l’utenza pendolare già oggi non mancano.

Questa volta a nulla può servire tenere la testa sotto la sabbia, tipico atteggiamento della politica italiana in questi ambiti: esiste infatti un pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’uomo che si prefigge di portare all’attenzione della Corte di Strasburgo il comportamento tenuto dal Governo Italiano riguardo il mancato rispetto di alcune disposizioni sottoscritte negli accordi.

Il Consiglio d’Europa è garante del rispetto della Convenzione Italo-Svizzera ovvero degli interventi ferroviari ormai non più procrastinabili lungo la tratta Chiasso-Como-Milano.

Lissone rischia quindi di trovarsi in mezzo a questa controversia europea dove il Governo deve prendere le misure necessarie a scongiurare qualsiasi tipo di rischio per il traffico locale “pendolare”.

Facendo tutti i giorni la tratta Lissone – Milano, mi chiedo come sia possibile raddoppiare in superficie il numero dei binari o come intervenire nella galleria a ridosso con Monza dove i treni che trasportano rimorchi o semirimorchi non riuscirebbero a passare. Ma ce ne sono decine di punti sensibili e delicati da Seregno a Milano

Mi chiedo cosa potrebbe succedere (se non il collasso), se non venissero prese le misure adeguate a sostenere il traffico che si prospetta in arrivo dal nord Europa.

Al momento vi sono le interrogazioni di due esponenti del PD, a livello regionale di Luca Gaffuri ed in Parlamento di Chiara Braga, che cercano di avere delle risposte su questa problematica veramente preoccupante.

Il tema del miglioramento infrastrutturale dei trasporti nonché della riduzione del traffico su gomma a favore di quello su rotaia è un tema importante e da perseguire, ma attenzione che il prezzo non sia letale per i cittadini che se ne dovranno fare carico, se nulla di concreto venisse fatto.

Interrogazione Chiara Braga
Interrogazione Luca Gaffuri

Di Giancarlo Castoldi, consigliere comunale Partito Democratico.

 

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2 Comments
  • già quattro anni fa era sorto questo problema. Non è quindi una novità. E già erano sorte le problematiche citate sopra. Ma qualcuno mi potrà spiegare come quadruplicare la tratta di Lissone. Qualcuno diceva a partire da Desio, Cmq un grosso problema, a meno che cambino tragitto bypassando Milano e collegandosì a Chiasso. Ma lo stesso problema lo avranno le città interessate dalla deviazione. Ma, mi chiedo, che forse la parola “programmazione” nel nostro BEL PAESE non esiste?

    giampietro galluzzo
  • Hai ragione Giampietro. Il problema è che gli svizzeri hanno proseguito nei progetti, gli italiani no !

    Giancarlo

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