Patronati sotto attacco. E non solo loro !

Nov 12 2014
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In questi giorni sono sotto attacco, molti servizi a tutela dei più deboli come i patronati ed i centri di assistenza fiscale, i CAF. Ci si concentra in queste ore sui patronati espressione vitale di un sistema di servizi a tutela individuale, ma il taglio rischia di andare di pari passo con la riforma del fisco che riguarda i CAF. I CAF furono realizzati su richiesta del governo di allora, dalle organizzazioni sindacali nel 1993: la politica necessitava di nuove entità societarie che si mettessero al servizio di milioni di cittadini, nello svolgimento della procedura più detestata: presentare la propria dichiarazione dei redditi.
I CAF da sempre forniscono questo, ed altri servizi a diversi milioni di utenti, svolgendo un ruolo di semplificazione per i cittadini che altrimenti dovrebbero rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate, l’INPS, i comuni ed enti vari.
Da alcuni anni però i governi che si sono succeduti, a cominciare dai Governi Berlusconi adducendo vari motivi hanno portato attacchi di sostanza alle organizzazioni sindacali.
Ai CAF sono stati bloccati e tagliati i compensi, ignorando di fatto le rivalutazioni ISTAT, imponendo costi alti e tariffe basse, talvolta fuori mercato.

Oggi la proposta del governo Renzi di semplificazione fiscale, rischia di illudere milioni di cittadini che riceveranno a casa il modello 730 precompilato: la norma prevede che il 2015 sarà un anno sperimentale e che soltanto il cittadino in possesso delle chiavi di accesso al cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, potrà gestire questa nuova procedura. Chi sa che la situazione è in questi termini ?
Per gli altri, in alcuni casi, ci sarà un aumento di costi ed adempimenti.

Condividiamo l’idea di fondo di semplificazione fiscale poiché è giusto, in un paese moderno, mettere il cittadino nelle condizioni di espletare i propri adempimenti fiscali nel modo più semplice e meno oneroso possibile. In questa riforma, però, ci sono diverse cose che non si comprendono. Una di queste è la volontà manifesta di questo governo di penalizzare in maniera profonda i CAF con sanzioni “incostituzionali” che li obbliga a pagare le imposte in sostituzione del cittadino in caso di errore.

Intanto nessuno accenna al fatto che alcune Società di Servizi convenzionate con i CAF aprono procedure di licenziamento: nessuno parla di questi lavoratori, non meno di ventimila.

Stiamo attenti che sull’altare di presunte semplificazioni non vengano sacrificate prestazioni e assistenza se non gratuita, a prezzi calmierati, a milioni di persone; le quali si vedrebbero costrette a rivolgersi a professionisti con parcelle di tutto rispetto, per espletare servizi richiesti dallo Stato.

Ben venga la mobilitazione del 15 novembre a sostegno dei patronati.

Firma la petizione per sostenere i patronati

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