Sul 25 Aprile botta e risposta (dialettico) tra il Partito Democratico e l’ass. Beretta

Apr 22 2015
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In risposta al comunicato pubblicato ieri dal nostro Blog “25 aprile, non facciamo confusione“, abbiamo ricevuto una nota dall’assessore Beretta, che argomenta punto per punto i nostri dubbi su quanto dichiarato e pubblicato dalla stampa locale nei giorni scorsi.

[Assessore Beretta]
Egregi Signori,
leggo con perplessità il comunicato stampa che avete pubblicato senza nemmeno ritenere di sentire la mia versione. Grazie, ma comunque sono abituato a difendere le mie idee anche da solo.
Rispondo punto su punto, anche se non sono stato richiesto:

[Comunicato PD originale]
“Ciò in cui sbaglia l’assessore Beretta nel rilasciare le sue dichiarazioni al “Cittadino” – se queste sono state riportare fedelmente – è nel lasciare intravvedere che la sua posizione, che è personale, sia quella dell’intera amministrazione Comunale e, quindi, dell’intera maggioranza” 

[Assessore Beretta]
1) Dove questo succede? Nei titoli del giornale, nel testo dell’editoriale. Prendete il “Giornale di Monza” di oggi, sommario in buona evidenza: “Il Regolamento degli animali voluto dalla Giunta”; qualcuno pensa di smentire, visto che quel Regolamento non è mai nemmeno passato in Giunta? Fate politica da una vita e non sapete che per i giornali tutto diventa fatto “dalla Giunta”, “dall’Amministrazione”, “dal Sindaco”? Ditemi un solo virgolettato (pur preso al telefono) in cui io dico che quello che affermo è parere dell’ “intera amministrazione comunale o dell’intera maggioranza”. Non c’è. Se asserite che io “lascio intravedere”, vuol dire che anche voi parlate all’ingrosso: come i giornalisti che accusate. Anzi dico chiaramente il contrario: “Sono molto felice…”, prima persona singolare.
2) Nel merito: quale delle mie affermazioni rinnegate come amministrazione e come maggioranza? Prendete i virgolettati e ditemelo chiaramente. Rinnegate che “una riconciliazione vera alla fine non si fa se non si riconosce il dolore di tutti”? Oppure che “fu una guerra fratricida e anche queste persone hanno perso la vita”? L’unico (lieve) fraintendimento è nell’ultima frase dove si virgoletta che “l’Anpi abbia voluto sostenere questa mia intenzione”; era meglio scrivere “abbia voluto accettare la mia proposta”; però la sostanza non cambia, a meno che non si voglia vedere fin dall’inizio – cosa che purtroppo avviene – un mio secondo fine “revisionista” dietro la proposta all’Anpi. Però allora bisognerebbe capire perché, insieme all’idea di ricordare i giustiziati sommari fascisti, abbia proposto di dedicare spazio anche a tutte le vittime lissonesi del conflitto e agli ebrei lissonesi portati ad Auschwitz, cosa che l’Anpi ha pure accettato, e dedicandogli giustamente molto più spazio nei suoi cartelloni. Era “revisionista” anche questa proposta? Eppure l’ho fatta sempre io, e nel medesimo momento…

Commento Partito Democratico Lissone: “Non sa l’Assessore Beretta che quando rilascia qualsiasi dichiarazione, non la rilascia a titolo personale (a meno che lo esprima chiaramente)  proprio perché è un Assessore facente parte di una Giunta Comunale e, di più, poiché dal Sindaco è stato incaricato, per la stessa Giunta Comunale, ad essere Assessore alla Comunicazione e alla trasparenza? Noi non abbiamo saputo delle altre proposte dell’Assessore Beretta all’ANPI di Lissone, eppure abbiamo i nostri rappresentanti in Giunta. Siamo felici di sapere che l’Assessore Beretta non aveva “un secondo fine “revisionista”; certo ci avrebbe fatto piacere che l’avesse dichiarato alla giornalista da cui era stato intervistato.”

[Comunicato PD originale]
Su un tema così sentito, sia per la nostra estrazione politica, sia per rispetto di chi ci ha votato ci saremmo aspettati almeno un coinvolgimento.

[Assessore Beretta]
3) Ho già risposto, e il Sindaco – che mi spiace chiamare a testimonio – può dire come si sono svolte le cose e chi mi ha direttamente chiamato a rispondere alla giornalista.

Commento Partito Democratico Lissone: “Non conoscendo niente del colloquio fra il Sindaco e l’Assessore Beretta, rimaniamo nella nostra convinzione: su un argomento così sensibile sarebbe stato indispensabile un coinvolgimento nostro e di tutta la maggioranza.”

[Comunicato PD originale]
L’errore dell’assessore Beretta è far intravvedere di mettere sullo stesso piano le diverse “fazioni”, come se non ci fosse stato chi era dalla parte del giusto (la Resistenza) e chi era dalla parte sbagliata (i sostenitori del nazifascismo).

[Assessore Beretta]
4) Questo non solo è falso e pregiudizievole: è il contrario della realtà. Infatti in quegli stessi virgolettati ho affermato esattamente “il giudizio sulla causa è ovviamente diverso”! E’ chiarissimo che il “riconoscimento” che auspico è quello dell’ “umanità”, della pietà per il dolore altrui, eccetera. Se ci fossero dubbi da che parte sto, vi ricordo che – su idea del Sindaco – sono stato recentissimamente il primo a promuovere fattivamente e molto attivamente l’idea di un Parco della Resistenza a Lissone, e credo che anche gli assessori del vostro partito potranno confermarlo.

Commento Partito Democratico Lissone: “Se, nella sua intervista, l’Assessore Beretta dichiara testualmente: “…E’ seme di riconciliazione, al di là delle fazioni, che avviene 70 anni dopo…”, ci può o no venire il dubbio che faccia intravvedere di mettere sullo stesso piano le diverse “fazioni”, come se non ci fosse stato chi era dalla parte del giusto (la Resistenza) e chi era dalla parte sbagliata (i sostenitori del nazifascismo) ?”

[Comunicato PD originale]
Tutto questo, a nostro avviso, NON può riportare alla riconciliazione, proprio perché ancor oggi ci sono tanti che non vogliono riconoscere la parte giusta e quella sbagliata. Non si può quindi forzare la mano parlando di conciliazione e pacificazione: ma solo di un tentativo di ricerca di verità e giustizia. Solo quando tutti conosceranno e riconosceranno la verità storica di quanto successo a livello nazionale e locale, si farà un grande e decisivo passo verso la riconciliazione.

[Assessore Beretta]
5) Su questo si può aprire una discussione fruttuosa. Però vi state dando la zappa sui piedi: “Solo quando tutti conosceranno e riconosceranno la verità storica di quanto successo a livello nazionale e locale, si farà un grande e decisivo passo verso la riconciliazione”. Già, è proprio quello che penso io. Ed è proprio quello che intendo quando sostengo che si deve far conoscere senza paura TUTTA la verità: compresa quella scomoda, per l’una e per l’altra parte. Che a Lissone – ascoltate i vostri vecchi! – ma poi anche in tutt’Italia vuol dire che (insieme a molti martiri per la libertà) furono uccisi anche tanti colpevoli in modo sommario, e purtroppo pure tanti innocenti. Anche a Lissone abbiamo avuto esempi: cito solo il maresciallo Tempini, trucidato i primi giorni del maggio 1945 da un presunto “partigiano” (che poi infatti fu condannato dal tribunale). Fare questo – secondo me – non vuol dire screditare i partigiani, anzi il contrario; conosco non pochi giovani che, saputo che gli era stata più o meno “nascosta” l’esistenza di questo lato oscuro della Resistenza, hanno cominciato a sospettare di essere stati “imbrogliati” anche nel resto o di aver subito una lettura ideologica della storia.

Commento Partito Democratico Lissone: Noi non abbiamo paura della VERITA’, STORICA E POLITICA. Silvano Lissoni nel suo libro “E questa fu la storia”, in cui tratteggia appassionatamente la vita di Leonardo Vismara, uno dei più grandi antifascisti lissonesi, a pag. 138 e 139 riprende queste vicende nel paragrafo “Guai ai vinti”: “… Radicata da tempo esplode in alcune formazioni la volontà di mettere in atto una resa dei conti brutale e drastica, trabocca il desiderio di una giustizia sommaria permeata da quegli odi e da quei rancori accumulati, giorno dopo giorno, mese dopo mese per i lutti patiti, i partigiani caduti, i civili uccisi per rappresaglia, i deportati nei lager, le violenze, le angosce, le torture, le spiate, le delazioni, le sopraffazioni… Intanto represse e compresse, esplodono veementi ritorsioni e vendette…”. E di seguito i nomi dei fascisti, o presunti tali, gli stessi citati nella mostra dell’ANPI di Lissone, con le modalità, ricordate dal Lissoni,  con cui furono uccisi. A tanti anni di distanza da quegli episodi di violenza – denunciati allora dai massimi esponenti della Resistenza lissonese, quali Giuseppe Crippa, Leonardo Vismara, Riccardo Crippa, preoccupati di “veder disonorata in questa maniera tutta l’opera svolta nella clandestinità” (cfr. Lissoni) –  ci sembra necessario avviare un serio studio storiografico per capire chi fossero questi fascisti (o presunti tali), cosa avessero fatto per meritare la fine che fecero, chi fossero i loro “giustizieri”, da quali intenzione fossero mossi.

[Comunicato PD originale]
Si deve almeno dare atto all’assessore, che a proposito dei fascisti ha parlato di “coloro che sbagliarono”.

[Assessore Beretta]
6) Meno male… Vedi punto 4.

Commento Partito Democratico Lissone: “Meno male che su questo siamo d’accordo.”.

[Comunicato PD originale]
Non si può d’altra parte, nemmeno tirare in ballo, quasi come se desse un avvallo alle proprie idee, l’ANPI di Lissone che nella scheda della propria mostra ha correttamente menzionato gli episodi di giustizia sommaria di cui furono vittime alcuni fascisti o presunti tali.

[Assessore Beretta]
7) Non capisco: ho detto forse il contrario? Non solo io, ma anche il direttore del Cittadino non ha fatto che elogiare l’Anpi per “coraggio” e “intelligenza”. Se poi questi elogi danno fastidio, prendetevela con lui.

Commento del Partito Democratico Lissone: “Ribadiamo che  l’ANPI di Lissone, nella sua mostra, ha correttamente menzionato gli episodi di giustizia sommaria di cui furono vittime alcuni fascisti o presunti tali, senza dare nessun giudizio storico e politico. Sarebbe stato meglio da parte di tutti, compreso l’Assessore Beretta, fermarsi lì, in attesa del nostro auspicato studio storiografico: solo allora ciascun cittadino potrà farsi una propria opinione per l’avvio di  un proficuo dibattito.”

[Comunicato PD originale]
Per cui riteniamo valido festeggiare il 25 aprile così, come l’abbiamo sempre inteso.

[Assessore Beretta]
8) Anch’io. Pure se vi preannuncio che – probabilmente con sollievo di qualcuno – non sarò presente alle manifestazioni lissonesi, per un impegno preso mesi fa e per il quale sarò a Roma. E spero che dietro a questo nessuno veda l’ennesima “offesa” dell’assessore Beretta!

Commento del Partito Democratico Lissone: “Ci dispiace che l’Assessore Beretta non possa essere presente alla manifestazione del 25 Aprile, ma rispettiamo i suoi impegni già precedentemente presi. Non ci avrebbe dato alcun fastidio la sua presenza, anzi: in DEMOCRAZIA ciascuno è libero di esprimere le proprie opinioni. E di assumerne le responsabilità.”

 

 

 

 

 

 

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