Sul 25 Aprile, non facciamo confusione

Apr 21 2015
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Il 25 aprile rappresenta per TUTTI gli italiani una festa: la festa di Liberazione dal nazifascismo ed il risultato della Resistenza, con le sue cause, le sue vicende e le sue conseguenze. I valori espressi dalla Resistenza si sono incarnati dalla nostra Costituzione e nella vita sociale e politica dell’Italia nata dal dopoguerra. Un’amministrazione comunale può anche sentire il dovere di fare chiarezza su ciò che in quell’ambito è successo, comprese le ritorsioni sommarie dopo la Liberazione: ciò non toglie nulla a ciò che è stato e rende giustizia alla Storia nella verità che possiamo tentare di cogliere.
Ciò in cui sbaglia l’assessore Beretta nel rilasciare le sue dichiarazioni al “Cittadino” – se queste sono state riportare fedelmente – è nel lasciare intravvedere che la sua posizione, che è personale, sia quella dell’intera amministrazione Comunale e, quindi, dell’intera maggioranza.

Su un tema così sentito, sia per la nostra estrazione politica, sia per rispetto di chi ci ha votato ci saremmo aspettati almeno un coinvolgimento.

L’errore dell’assessore Beretta è far intravvedere di mettere sullo stesso piano le diverse “fazioni”, come se non ci fosse stato chi era dalla parte del giusto (la Resistenza) e chi era dalla parte sbagliata (i sostenitori del nazifascismo). Tutto questo, a nostro avviso, NON può riportare alla riconciliazione, proprio perché ancor oggi ci sono tanti che non vogliono riconoscere la parte giusta e quella sbagliata. Non si può quindi forzare la mano parlando di conciliazione e pacificazione: ma solo di un tentativo di ricerca di verità e giustizia. Solo quando tutti conosceranno e riconosceranno la verità storica di quanto successo a livello nazionale e locale, si farà un grande e decisivo passo verso la riconciliazione.
Si deve almeno dare atto all’assessore, che a proposito dei fascisti ha parlato di “coloro che sbagliarono”.

Non si può d’altra parte, nemmeno tirare in ballo, quasi come se desse un avvallo alle proprie idee, l’ANPI di Lissone che nella scheda della propria mostra ha correttamente menzionato gli episodi di giustizia sommaria di cui furono vittime alcuni fascisti o presunti tali.

Per cui riteniamo valido festeggiare il 25 aprile così, come l’abbiamo sempre inteso.

Il Partito Democratico di Lissone rimarcando la propria perplessità sui contenuti riportati da alcuni articoli della stampa locale nei giorni scorsi, esprime la propria vicinanza all’ANPI di Lissone, che meglio di chiunque altro saprà dare un significato, senza dubbie rivisitazioni, al prossimo 25 aprile.

Partito Democratico di Lissone

25aprile

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