Tagli alle amministrazioni locali che prevedono restrizioni al gioco d’azzardo

Dec 20 2013
(0) Comments

E’ stata una porcata, come l’ha definita il nuovo segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi quella votata in Senato. Non ci sono altri termini per definire quello che ha votato la maggioranza dei senatori: un vergognoso emendamento che prevede tagli alle amministrazioni locali che prevedono restrizioni contro il gioco d’azzardo. Testo presentato da Federica Chiavaroli del Nuovocentrodestra e che è stato votato dai gruppi Ncd, Scelta Civica e Gal.

La cosa più scioccante è stato il voto dei sentori del Partito Democratico con la sola eccezione di 4 persone per bene: Laura Puppato, Lucrezia Ricchiuti, Roberto Ruta e Stefano Vaccari. Gli altri senatori hanno invece votato a favore di un testo che, seppur definito temporaneo e di natura tecnica per salvaguardare i conti dello stato, evidenzia una siderale distanza tra loro e i propri elettori. Senatori che evidentemente rispondono magari inconsapevolmente a specifiche lobbies che finanziano la politica e non a quegli elettori e militanti che li hanno fatti eleggere con le primarie del 27 dicembre 2012.
Evidentemente questo fatto sarà non sfuggito anche al buon Enrico Letta, più consapevole dei presunti inconsapevoli in Senato, il quale non mi pare si sia pronunciato sulla questione e che, va ricordato, è finanziato tramite la fondazione “Vedrò”, da Lottomatica e Sisal.

Da oltre un anno mi sto impegnando attivamente su questo fronte e sono sinceramente stanco di ricevere consensi ma sopportare la posizione molto ambigua del PD in parlamento su questo tema.
Prima gli sconti sulle multe ai concessionari, poi questa sceneggiata.
Sono stanco di sentirmi un abusivo (come tanti altri militanti) della legalità contro il gioco d’azzardo dentro al mio partito: dove si organizzano convegni, banchetti, si fa opera di sensibilizzazione per poi vedere il tutto vanificato dal voto parlamentare.
Ai banchetti organizzati a Lissone, ci tengo a precisare, non è sventolata nessuna bandiera di partito.

Ora mi auguro venga messa una pezza alla Camera, ma rimane una macchia indelebile questa giornata.
Questo governo non mi rappresenta, come faticano a rappresentarmi da oggi i senatori (a parte i 4 di cui sopra) del mio Partito. Mi sento una minoranza e non farò il soldatino silente.
Il vecchio corso del PD l’ho mal sopportato e non ho più alcuna intenzione di concedere troppo credito ad eventuali compromessi del nuovo.

Su questi temi il Pd deve avere un’unica linea senza ambiguità: ognuno faccia la sua parte, noi sul territorio, loro in Parlamento.

Giancarlo Castoldi

Comments

comments

Leave us a comment