Unioni Civili: la posizione del presidente del Consiglio Renzo Perego

Mar 31 2015
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Proponiamo anche l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale lissonese, Renzo Perego, il quale ha mantenuto una posizione diversa dal resto del gruppo consiliare e che ha espresso durante la discussione riguardante la mozione.

Questo è un tema etico sensibile che tocca ciascuno di noi. Ringrazio il Partito Democratico di Lissone e l’intera maggioranza, perché su tale tema si è avuta la possibilità di discutere tanto, lasciando a ciascuno la libertà di esprimere la propria opinione con il massimo rispetto della diversità di intenti. E la decisione di lasciare la libertà a ciascuno di esprimere la propria opinione è la conseguenza di questo dibattito.

Io non posso dimenticare che le scelte politiche che io sono chiamato a fare, non possono prescindere dalla mia coscienza personale. Altrimenti non sarei vero, non sarei degno di fare politica e di fare politica amministrativa. Certo io sono un consigliere comunale eletto nella lista del Partito democratico, sono iscritto al Partito Democratico che su questo argomento ha delle idee precise. E parlo del PD nel suo complesso, cioè parlo del Partito Democratico Italiano. E so benissimo – e questo l’ho accettato – che il PD è per il riconoscimento delle unioni civili.

Tutte le realtà sociali (le formazioni sociali come le attività economiche, le istituzioni politiche come le leggi) sono luoghi e strumenti al servizio di ogni essere umano, perché, attraverso di essi, ciascuno possa giungere liberamente alla realizzazione di sé. E’ questa l’acquisizione fondamentale della nostra Costituzione e degli ordinamenti nati a livello nazionale come internazionale, dopo l’esperienza dei totalitarismi, ossia di quei regimi che avevano ridotto il singolo essere umano a semplice parte di un tutto, a un mezzo per realizzare finalità ritenute più alte.

E il PD, tenuti presente i principi degli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione, vuole un adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’art. 2 speciali forme di garanzia per i diritti e doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

E la legge nazionale, che spero arrivi presto in Parlamento, elenca questi  diritti e doveri primari, per esempio:

  • Assistenza al coniuge
  • Collaborazione nell’impresa
  • Figli
  • Casa
  • Eredità
  • Separazione

E abbiamo visto tutti che  nel registro delle unioni civili che andiamo a votare tutto questo non c’è. Non solo non c’è, ma è un registro dei diritti, mentre mancano i doveri. E allora non è ipocrisia sottolineare ciò, è la fatica di capire quello che stiamo discutendo e quello che andiamo a votare. Io sono convinto che l’unione fra due esseri umani – qualunque essa sia – si basa sia sui diritti che sui doveri, perché altrimenti sarebbe troppo comodo. Certo ho sentito dire che ciò che alcuni o  tanti Comuni stanno facendo può essere visto come un atto simbolico, ma io ritengo che non sia un atto simbolico quello in cui si mettono in evidenza i diritti nascondendo i doveri. Io credo che sia un atto simbolico sia quello di un Consiglio Comunale che spinge il Governo, il Parlamento a votare questa benedetta legge.

Ma un’altra riflessione voglio sottoporvi. Nel momento in cui una città va a votare sui diritti delle coppie di fatto compie un atto in cui si aumentano i diritti o si fa discriminazione?  Perché io mi sono sempre chiesto: perché chi ha la fortuna di nascere e vivere a Lissone può avere, se votiamo il registro delle unioni civili, dei diritti, mentre chi vive nelle città vicine, come Desio, Seregno, Vedano, questi diritti non li ha? C’è un’evidente disparità di trattamento su cittadini che avrebbero diritto ad avere dei diritti come tutti gli altri. È quindi necessaria una legge nazionale.

Ma c’è un’altra riflessione da fare. Il tema è delicato, sensibile, tocca le coscienze di tutti. È per questo che io ritengo che sia un tema che deve maturare nella nostra città. Il Consiglio Comunale deve intervenire quando e dopo che si sia coinvolta l’intera cittadinanza, che si siano chiamate a raccolta le diverse sensibilità sociali, culturali  presenti nella nostra comunità per approfondire il tema, per analizzare e dibattere ciò che va bene e ciò che non va bene, i pro e i contro, per farsi un’idea tutti assieme sulla strada concreta da intraprendere, insomma per far maturare in tutta la cittadinanza la convinzione della bontà del passo che si vuole compiere.”

Renzo Perego

PS: Il Consigliere Sana, del Movimento 5 Stelle, in Consiglio Comunale ha accusato tutti quelli che, come me, si augurano una legge nazionale, di “lavarsi la coscienza”, di “atti pilateschi”. E continua sul sito del movimento, accusandomi di scambiare il Consiglio Comunale per un confessionale. A parte il fatto che è sembrato  lui, usando quei termini, a sembrare un confessore (che non dà l’assoluzione ai poveretti che non la pensano come lui), è per questo che nella mia replica ho chiesto rispetto per chi la pensa in modo diverso e che, solo per questo (perché io da parte mia rispetto, anche se non condivido, le opinioni altrui),  ho affermato che parla troppo.

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