Vaccini: perché è importante vaccinarsi

Oct 26 2015
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 1) Come funziona la vaccinazione e perché bisogna vaccinarsi ?

Una caratteristica importante di alcune malattie infettive è che dopo averle contratte si acquisisce una “immunità” tale che non ci si ammalerà mai più delle stesse malattie.
I bambini  piccoli vanno incontro a malattie infettive più frequentemente dell’adulto
perché non hanno un sistema immunitario maturo, dotato di una memoria “immunologica” in grado di proteggerli, una volta che sono stati eliminati gli anticorpi trasmessi loro dalla madre nella vita intrauterina e con il latte.
La vaccinazione simula il contatto con l’agente infettivo stimolando il sistema immunitario in modo che, se viene in contatto con il microrganismo responsabile di una malattia infettiva, questo possa essere neutralizzato senza che si manifestino i sintomi della malattia e le sue possibili, temibili complicanze.
La vaccinazione è lo strumento più efficace per proteggerci da malattie gravi e potenzialmente mortali.
Grazie alla vaccinazione , alcune malattie (come la polio e la difterite) sono state eliminate o sono diventare rare nel nostro paese. E’ importante continuare a vaccinarsi contro queste malattie dal momento che non sono state eradicate a livello mondiale, ed è possibile che si ripresentino.

Per le malattie che si trasmettono da persona a persona, se la percentuale di individui  vaccinati all’interno di una popolazione è elevata, la trasmissione dell’agente infettivo è ridotta, vista la scarsa probabilità di  venire in contatto con esso.
Questo fenomeno è denominato “immunità di gregge”.

In tale situazione saranno protetti anche i soggetti che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli o perché presentano controindicazioni, o che non rispondono alla vaccinazione stessa.
In questa prospettiva, la vaccinazione può essere considerata anche un atto di solidarietà, che può migliorare il livello di salute di un’intera popolazione.
Le vaccinazioni nella prima infanzia sono anche uno strumento di lotta alle diseguaglianze.
Tale strumento legale, al pari dell’obbligo scolastico, ha imposto, ma anche garantito, l’accesso alla prevenzione vaccinale gratuita ad ogni bambino, contrastando diseguaglianze geografiche e sociali.

2) La maggior parte delle vaccinazioni vengono effettuate a partire dai primi mesi di vita. Non è troppo presto?

No. La scelta del momento in cui somministrare i vaccini non è arbitraria, ma basata sulla valutazione di alcuni fattori, quali la possibile esposizione al rischio di infezione, la protezione garantita dagli anticorpi di origine materna, il livello di maturazione del sistema immunitario, al fine di dare la protezione migliore e più precoce contro le malattie. L’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni somministrate a questa età è ampiamente documentata. Alcune malattie infettive possono avere un quadro più grave e complicato nei bambini molto piccoli.

     3)  Le vaccinazioni hanno delle controindicazioni?

La sicurezza dei vaccini è elevata e documentata dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi. Per ogni vaccino esistono delle controindicazioni  e precauzioni che si possono trovare nella Guida alle controindicazioni, curata dal “ Niv “ (Network italiano dei servizi di vaccinazione) e realizzato da un gruppo di lavoro costituito da oltre 40 esperti.
Non si deve misurare la temperatura o visitare un bambino prima della vaccinazione, a meno che il bambino non presenti sintomi clinici o i genitori riferiscano una malattia in corso.
Non vi sono accertamenti diagnostici da eseguire di routine.
I vaccini attualmente disponibili sono estremamente sicuri in quanto vengono rigorosamente sperimentati prima di essere messi in commercio.

   4) Può essere pericoloso somministrare più vaccini nella stessa seduta?

 Gli studi non hanno evidenziato né modifiche nell’efficacia, né aumento delle reazioni avverse.

5) Si possono verificare eventi avversi dopo una vaccinazione?

Eventi indesiderati come reazione locale (rossore, edema in sede di inoculazione) o febbre.
Sicuramente reazioni in quantità e qualità inferiore alle complicanze delle malattie stesse.
L’AIFA (agenzia italiana del farmaco) vigila con attenzione su reazioni segnalate ed emana dati consultabili.

6) I vaccini interferiscono con le difese immunitarie naturali ed è possibile che le indeboliscano?

Numerosi studi mostrano come le vaccinazioni non indeboliscano il sistema immunitario, visto che nei bambini vaccinati la frequenza di infezioni (diverse da quelle per cui si vaccina) è uguale o inferiore a quella dei bambini non vaccinati.

 

Complicanze del morbillo:
virus neurotropo: interessamento del sistema nervoso centrale
anomalie elettroencefalografiche nel 50% dei casi (nei casi non complicati )
meningite
encefalite 0.35-1 caso su 1000 (con mortalità dal 10 al 20% )
panencefalite sclerosante subacuta
encefalomielite disseminata subacuta

Vaccinazione MPR(morbillo, parotite, rosolia) e autismo:

L’ipotesi che la vaccinazione MPR possa essere associata ad autismo è stata sollevata verso la fine degli anni ’90, dal gastroenterologo Wakefield  con un articolo sulla rivista Lancet.
Il medico britannico fu poi radiato dall’albo per condotta non etica e l’articolo fu ritirato dalla rivista stessa.

“finalmente una sentenza fondata sulla scienza” : è quanto affermano la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri  ( FIMP)e l’Associazione Culturale Pediatri( ACP)i in merito alla decisione della Corte di Appello di Bologna che, ribaltando il giudizio di primo grado pronunciato dal tribunale di Rimini , ha escluso un  nesso di causalità tra vaccino trivalente  MPR e autismo, proprio sulla scorta dell’ampia letteratura scientifica esistente su questo tema.
Violente campagne antivaccinazione di questi anni hanno diffuso “false credenze” sui vaccini. False credenze  che, insieme alla mancata percezione dei rischi del morbillo, stanno portando ad un pericoloso calo della copertura vaccinale.

In Italia dall’inizio del 2014 sono stati segnalati 1.674 casi di morbillo. Il calo delle coperture vaccinali, oltre al rischio di possibili gravi epidemie, ci allontana dal raggiungimento dell’obiettivo di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, previsto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
La SIP,FIMP, e ACP ricordano che il morbillo, rappresenta nel mondo una delle prime cause di mortalità per malattia infettiva tra i bambini.
Nel 2013 vi sono stati 145.700 decessi (circa 400 al giorno)per morbillo.

Ipotesi :

che l’etilmercurio, metabolita del Thimerosal, un conservante utilizzato nelle preparazioni vaccinali, possa essere dannoso per il sistema nervoso del bambino.
Dal 1999 sono stati effettuati numerosi studi  .(bibliografia)
Attualmente , ai dosaggi di thimerosal utilizzati nei vaccini, l’unico evento avverso identificato, sono reazioni allergiche da ipersensibilità ritardata locale.
L’OMS (Organizzazione Mondiale  della Sanità), alla luce delle evidenze disponibili, ha concluso (2012) che non è necessario condurre ulteriori studi sull’argomento e che le evidenze disponibili sono sufficienti a supportare la sicurezza del Thimerosal contenuto nei vaccini.

 

Conclusioni

L’organizzazione mondiale della Sanità ha riconosciuto le vaccinazioni come “ la più importante scoperta medica mai effettuata dal genere umano”.
L’invenzione del vaccino e l’attuazione di campagne vaccinali sono stati eventi che hanno cambiato la storia dell’umanità.
In un qualsiasi anno prima dell’uso esteso dei vaccini in Italia si registravano circa 3.000 casi di poliomielite, circa 12.000 di difterite, circa 700 di tetano, circa 60.000 casi di morbillo e 30.000 di pertosse.
La copertura vaccinale , nel nostro paese è al limite della soglia di sicurezza.
Rischio che tornino malattie dimenticate come la difterite o che le morti per morbillo non siano più l’eccezione.
Non abbassare la guardia sulla copertura vaccinale e continuare a sostenere la prevenzione attraverso un dialogo aperto e costruttivo.

Mariella Muschiato

vaccino

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