Via “Lea Garofalo”, vittima delle mafie

Dec 10 2014
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Sarà dedicata a «Lea Garofalo, vittima delle mafie» la prima via intitolata dall’amministrazione di Concetta Monguzzi: una scelta molto significativa perché onora la donna, già moglie di un boss della ‘ndrangheta, che venne uccisa e bruciata (i suoi resti sono stati ritrovati 3 anni dopo l’omicidio a poca distanza da noi, a San Fruttuoso) per essersi pentita e aver cominciato a collaborare con la giustizia.

La scelta è stata decisa dalla Giunta, con il pieno consenso della maggioranza del Consiglio comunale, per dare “un forte segno di contrasto all’illegalità e testimoniare l’impegno della città nella lotta contro i comportamenti criminosi”, nella linea costante dell’amministrazione tesa a “diffondere il concetto di legalità con azioni educative e incontri di sensibilizzazione”, in un territorio come quello di Monza e Brianza dove ormai sono ricorrenti gli arresti e le retate per «episodi di mafia e ‘ndrangheta».

Aumenta così anche il numero delle personalità femminili nella toponomastica lissonese. Ora la decisione dovrà essere ratificata dal Prefetto, come prevede la legge che lo richiede qualora l’intestatario della nuova via sia deceduto da meno di 10 anni. L’auspicio è che che l’intitolazione ufficiale avvenga il 21 marzo 2015, ventesima «Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie», e alla presenza di Denise,la figlia ventitreenne di Lea, che vive tuttora sotto scorta.

leagarofalo

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